Tempo di migrare

DataStorage

La migrazione dei dati costituisce spesso un’attività rischiosa e imprevedibile che ha un forte impatto sulla disponibilità delle applicazioni

Le aziende normalmente considerano la migrazione dei dati un’attività molto rischiosa e con un forte impatto negativo sulla disponibilità dei dati. Tra i principali problemi che possono sorgere durante un’operazione di migrazione troviamo la possibilità che vengano richieste interruzioni operative lunghe, il concretizzarsi di incompatibilità tecniche, l’alterazione dei dati, l’omissione o perdita dei dati, e il verificarsi di un deterioramento delle prestazioni delle applicazioni. Nonostante le problematiche connesse con l’operazione, quella della migrazione dei dati è un’attività che la maggior parte dei data center e delle aziende si trovano ad affrontare con una certa frequenza. Problemi per tutti i gusti

Tra tutti i problemi menzionati quello forse più critico a causa dell’indeterminabilità che introduce è costituito dal tempo previsto per l’esecuzione delle operazioni di migrazione. In genere infatti il tempo necessario al completamento della migrazione supera le previsioni, con conseguenti ripercussioni negative sia sulla disponibilità delle applicazioni sia su quella dei sistemi, con impatti non trascurabili sull’intero processo produttivo aziendale. Sempre in termini di tempo non si deve dimenticare che la migrazione dati richiede un significativo sforzo da parte dello staff IT in quanto normalmente, queste operazioni non vengono eseguite nel normale orario di lavoro e richiedono lunghi periodi di pianificazione. In media le migrazioni richiedono più di cinque persone, che vengono coinvolte circa ogni settimana, mensilmente o alla fine di un periodo di locazione. Solitamente le migrazioni vengono effettuate di notte o durante i fine settimana per evitare rischi, non incorrere in interruzioni operative e non inficiare la disponibilità delle applicazioni. Risulta quindi evidente come l’operazione di migrazione costituisca un’attività piuttosto onerosa sia in termini di tempo sia economici. Ecco quindi la necessità di procedere a un’attenta fase preliminare di pianificazione che consenta di ridurre al minimo l’impatto dell’attività di migrazione sull’intera infrastruttura aziendale. Normalmente una corretta fase di pianificaione dovrebbe richiedere almeno due settimane. Il tempo non rappresenta comunque l’unico impedimento alla migrazione dei dati. Tra gli altri fattori frenanti possiamo ricordare la limitazione delle risorse di staff, il costo, i problemi di compatibilità tecnica come può capitare quando si effettua il trasferimento su un volume maggiore e l’impossibilità di mettere le applicazioni off-line. Aziende che affrontano il problema della migrazione per la prima volta devono anche considerare la necessità di apparati aggiuntivi e di nuovo software. Poche regole fondamentali In linea di massima è comunque necessaria un’attenta fase di analisi e pianificazione. Di seguito esamineremo una serie di regole generali che potrebbero aiutare ad affrontare in modo corretto e razionale l’operazione di migrazione. Pianificare è fondamentale Per ogni TeraByte di dati da migrare dovrebbe essere prevista almeno una settimana di pianificazione. E’ necessario procedere all’identificazione di gruppi logici nei quali raggruppare elementi simili tra loro, e creare procedure dettagliate per ogni gruppo. Continuità a tutti i costi Assegnare i membri principali del team per l’intera durata del progetto Valutare la portata dell’attività in termini di tempi, costi e inattività, sviluppando un metodo di misurazione dei progressi rispetto a ogni singola variabile. Al fine di fornire un punto di coordinamento centralizzato in grado di garantire continuità alle operazioni sarebbe necessario creare un ufficio o un pool di responsabili ai quali fornire informazioni periodiche sullo stato dei progetti, su progressi in relazione ai principali indicatori di prestazioni e sulla tempistica. Prevedere gli imprevisti Prevedere piani d’emergenza per ogni scenario di migrazione Prendere in considerazione eventuali sforzi pilota per testare le varie ipotesi Se è una delle prime volte che si affronta la problematica di migrazione all’interno dell’azienda non si dovrebbe escludere il ricorso a un consulente esterno per valutare preventivamente i piani di migrazione definiti Conclusioni

Le sfide della migrazione dei dati possono trasformarsi in altrettante opportunità di migliorare i livelli di servizio, la conformità alle normative e ridurre drasticamente i costi. I problemi da affrontare sono molteplici e le variabili in gioco molte. Per ridurre al minimo i rischi connessi con un’operazione di migrazione la fase preliminare di pianificazione riveste un ruolo fondamentale. Una regola generale suggerisce di dedicare una settimana di pianificazione per ogni TeraByte di dati da migrare. Tra i problemi principali meritano sicuramente i primi posti quelli relativi al tempo necessario per l’operazione, che spesso si rivela superiore alle ipotesi, e i costi legati al personale coinvolto nelle operazioni, che dovrà intervenire in orari esterni a quelli lavorativi e sarà pesantemente coinvolto nelle lunghe fasi di pianificazione. Come soluzione immediata alla maggior parte dei problemi appena esposti gli strumenti per le migrazione on-line rappresentano un’interessante possibilità, offrendo molti vantaggi e permettendo di spostare i dati in ambienti mainframe e open system senza causare interruzioni alla disponibilità delle applicazioni o all’accesso ai dati. Di fatto, queste soluzioni azzerano i tempi di inattività e consentono di eseguire le migrazioni nei normali orari di lavoro. mn

Autore: ITespresso
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