ANALISI

Nasdaq

Tempo di S-economy: i Social media si quotano in Borsa

Facebook vale 100 miliardi di dollari: l’Ipo è prevista nel primo trimestre 2012 (Fonte: Cnbc). Pandora, pioniera della radio via Internet, è in cerca di una valutazione da 1,8 miliardi di dollari. LinkedIn, il social network del mondo business, dove si mettono in mostra curricula e carriere, ha raddoppiato il valore della quotazione in circa 24 ore. Le prossime Initian public offering (Ipo) portano i social media in Borsa. Fra entusiasmo e timori di bolle 2.0.

Partiamo dall’ultima quotazione di Facebook: il sito registra ormai 687 milioni di utenti, alla soglia dei 700 milioni di utenti online, e vale 100 miliardi di dollari. Secondo Cnbc, la quotazione dovrebbe avvenire nel primo trimestre 2012. Facciamo un raffronto rapido con i colossi IT nei listini di Wall Street: Apple, al top del mercato, è valutata più di 300 miliardi di dollari; il valore di capitalizzazione di Microsoft si ferma a 203 miliardi di dollari; la valutazione di Google è pari a 162 miliardi di dollari.

Pandora, con circa 90 milioni di utenti registrati, prevede un’offerta di circa 14,7 milioni di azioni a un prezzo fra i 10 e 12 dollari per azione, che dovrebbe sfociare in una raccolta di 176.2 milioni di dollari. Pandora venderà circa 6 milioni di azioni, mentre gli azionisti privati metteranno sul mercato i restanti 8,7 milioni.

Anche Zynga, il più grande produttori di giochi su Facebook, scalpita per approdare a Wall Street. Zynga sta mettendo a punto l’Initial public offering (Ipo) per la fine di giugno. Già oggi Zynga, nel mercato secondario, è più grande di EA (7,7 miliardi di dollari al Nasdaq) e si piazza seconda dietro al colosso di giochi Activision Blizzard. Zynga, che produce tre titoli di gridoCityVille,” “FarmVille” e “Texas HoldEm Poker”, è valutato oggi 8,2 miliardi di dollari e  ha 247.8 milioni di utenti attivi mensili su Facebook, più di sei volte il secondo sviluppatore AppData.com. Zynga

GroupOn ha depositato i documenti per un’Initial public offering (Ipo) da 750 milioni di dollari, che ne delinea una valutazione intorno ai 20-25 miliardi di dollari. Dai 5 mercati nord-americani del giugno 2009, il sito degli sconti si è espanso a macchia d’olio: oggi è presente in 175 mercati del Nord America e 42 altri paesi a marzo. Nello stesso arco di tempo la base sottoscrittori ha registrato un vero boom, da 152.000 a 83.1 milioni di utenti. Il fatturato si attestava a 3.3 milioni di dollari nel secondo trimestre 2009, per balzare a 644.7 milioni di di dollari nel primo trimestre 2011. Groupon contava 37 impiegati a giugno 2009, ed oggi ha 7.100 dipendenti. Ma il sito dei coupon è in rosso: perdeva 146.5 milioni di dollari il 31 marzo, rispetto a un profitto di 8 milioni di dollari nello stesso periodo di un anno fa. Nel 2010, le perdite ammontavano a 456.3 milioni di dollari, rispetto a un rosso di 6.9 milioni di dollari del 2009. Forse GroupOn sente la concorrenza di Facebook Deals, di tanti siti “cloni” e ora anche di Google Offers e Bing Dealmap. Secondo Enderle Group l’Ipo arriva in un momento propizio per GroupOn, così potrà avere i capitali per rispondere ai rivali. La sfida dei coupon per gli sconti, entra nel vivo.

La rete sociale cinese RenRen ha fatto da apripista ai social network in Borsa.

E già in rete si parla di S-economy, l’economia dei social network e social media o affini. Ma la domanda che corre sulla bocca di tutti è: i 100 miliardi ipotetici di Facebook e i miliardi di valutazione degli altri social media, sono tanti, pochi o c’è “timore di bolla 2.0“? Gli analisti pensano che per ora di bolla non si possa ancora parlare, e fanno notare le differenze con le Ipo da capogiro di fine anni ’90, tutte evaporate allo scoppio della bolla (sboom) delle dot.com a inizio 2000. Tuttavia, tenere gli occhi aperti è doveroso.

Le Ipo da capogiro dei social media a Wall Stret

Le Ipo da capogiro dei social media a Wall Street

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