Terremoto e tsunami in Giappone: i siti per gli aiuti e lo stato delle fabbriche IT

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La Rete cerca di dare una mano dopo il tragico sisma in Giappone: da Google Person Finder alle altre risorse online. L’impatto del terremoto sull’hi-tech nipponico

A quasi ventiquattr’ore dal devastante terremoto (Magnitudo 8.9 nella scala Richter con più di mille vittime) e del conseguente tsunami in Giappone, Tokyo fa i primi tragici bilanci della situazione. Mentre la telefonia è crollata, la Rete ha retto l’urto. Le risorse online sono state preziosissime anche per offrire una mano nei primi soccorsi agli abitanti delle città colpite dal sisma: Google.org ha messo in evidenza un sito di risposta crisi Crisis Response; e attivato Google Person Finder per chi cerca dispersi.

Offrono una copertura mediatica in diretta e tempo reale sul Web i seguenti siti: CNN Live Blog, Reuters Live Coverage, BBC Live Blog, l’agenzia meteo giapponese Japan Meteorological Agency, l’allerta tsunami del Pacifico NOAA Pacific Tsunami Warning Center, Hawaii Red Cross Twitter Page, la mappa visuale di Google Map per visualizzare gli tsunami Map Visage Google Map, il sistema di aggiornamento su terremoti ed eruzioni sottomarine dell’U.S. Geological Survey, Twitter; anche il social network Facebook si è rivelato efficace per aiutare  a mantenere i contatti mentre la telefonia era in tilt; Yahoo! ha messo a punto Disaster.yahoo.co.jp;. Poiché il Giappone è un paese evoluto in termini di connessioni (decimo posto al mondo secondo il “Connectiviy Scorecard 2010” di Nokia-Siemens Networks) offre molte webcam gratuite e live webcams e videocamere CCTV per osservare la situazione sulla costa (Sendai, Otaru canal, Hakodate prefettura Oshima, Monbetsu (Sea of Okhotsk), Hama Tombetsu, Kushiro (Nusamai Bridge), Kushiro (alternate view), Mendeleev Volcano. NTT Docomo Safety Response permette di inserire il numero di cellulare di una persona cara per verificare se è salva; analogamente fanno KDDI Disaster Message Board, Softbank Message Board, mentre una mappa di Google è stata appositamente creata su Japan Shelter Map per verificare dove passare la notte per chi ha perso casa.

I timori di quanto accaduto in Giappone si riversano anche sulla finanza e bell’hi-tech. Più del 40% delle NAND flash e quasi il 15% delle DRAM amondiali sono realizzate in Giappone (fonte: Objective Analysis). Toshiba assicura che la fabbrica NAND non è stata eccessivamente colpita e per ora scongiura rialzi dei prezzi: Apple ha un accordo da mezzo miliardo di dollari con Toshiba. Anche SanDisk è in grado di riaprire dopo la chiusura. Anche Fujitsu ha fabbriche vicine all’epicentro del sisma.

Come conseguenza dell’emergenza nucleare, da lunedì il Giappone razionerà l’erogazione di energia elettrica, il che potrebbe avere conseguenze sulla produzione industriale. Per solidarietà Sony ha donato 30 mila radio e 2,6 milioni di dollari per far fronte alle prima necessità.

Per le donazioni ci si può rivolgere al sito della Croce Rossa italiana (causale: Pro Giappone) o tramite la Croce Rossa Internazionale via Google Crisis Response.

Leggi lo SPECIALE: L’impatto di terremoto e tsunami sull’hi-tech in Giappone

Le fabbriche IT in Giappone (Objective Analysis)
Le fabbriche IT in Giappone (Objective Analysis)
Autore: ITespresso
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