TEST: Apple MacBook Air, ultrabook per eccellenza

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Sui nuovi MacBook Air arriva Ivy Bridge e i più sottili di casa Apple restano il punto di riferimento nella categoria ultra. Immutati fuori, a parte il connettore MagSafe per l’alimentazione. Consigliamo di prediligere la diagonale da 13 pollici per la maggiore autonomia della batteria. Presto si potranno aggiornare a Mountain Lion

Vengono nominati semplicemente come MacBook Air con Intel Next Generation Dual-Core Processors, sono a tutti gli effetti i nuovi MacBook Air disponibili da metà giugno per l’acquisto sia online sia presso i rivenditori autorizzati.

E’ facile riassumere velocemente quali sono le nuove caratteristiche, fatto salvo che l’aspetto esteriore non cambia, con il guscio unibody in alluminio, solo un chilogrammo di peso (sale a 1,3 kg nel 13 pollici), e uno spessore massimo di 1,7 cm. Cambia la sostanza. Il cuore del sistema di serie è Intel Core i5 di terza generazione con grafica integrata Intel HD 4000; in fase di configurazione online ci si può decidere a scegliere Intel Core i7 spendendo 150 euro in più per arrivare a 2,0GHz, con Turbo Boost fino a 3,2GHz. MacBook Air può ora può portare a bordo fino a 8 Gbyte di Ram DDR3L veloce a 1,6 GHz (costano 100 euro in più).

Lo storage è ancora esclusivamente allo stato solido, ma si possono montare dischi SSD fino a 512 Gbyte; finalmente arrivano le prese USB 3.0 alimentate, ma quando il computer è in standby non sembra sia possibile caricare i propri device. Almeno non nella configurazione che abbiamo ricevuto per la prova, così come è. Lawebcam HD a 1.280×720 pixel ha una risoluzione tre volte superiore alla precedente.

E’ disponibile ovviamente anche la presa Thunderbolt. La rassegna delle interfacce prevede inoltre il nuovo MagSafe 2 (45W/h) per ricaricare il notebook, con connettore non più a cilindro ma a parallelepipedo (l’adattatoreMagSafe/MagSafe 2 costa 10 euro) e si conclude con il lettore di schede SD (che però è ancora presente solo sul modello da 13 pollici) e con il supporto WiFi 802.11n e Bluetooth 4.0. La tastiera è retroilluminata.

Gli upgrade (Ram e Cpu) che abbiamo proposto per arrivare a un notebook ad elevate prestazioni senza svenarsi per un SSD più capiente cui si ovvia facilmente purtroppo non prevedono altre soluzioni grafiche (ma ci si può davvero accontentare!) tra l’altro sono disponibili anche scegliendo il MacBook Air più piccolo con la diagonale da 11 pollici. E quindi si parte da una configurazione minima da 1.079 euro per arrivare fino a 2.329 euro solo con upgrade hardware. Un avvertimento importante: l’autonomia fino a 7 ore è possibile solo nel modello con la diagonale da 13 pollici, perché è in grado di ospitare batterie più capienti da 50 watt/h (solo 35 watt/h sul modello da 11 pollici).

 

Impressioni e giudizio

Non si scandalizzerebbe nessuno se,  per i nuovi MacBook Air, si volesse parlare solo di un refresh. Ma è un refresh di sostanza. MacBook Air con Ivy Bridge e la nuova grafica integrata guadagna in prestazioni anche all’occhio dell’utente meno esperto. Non solo quando si decide di stressare un po’ il notebook con qualche gioco, ma anche nell’esperienza di browsing. Certo la ciliegia sulla torta è offerta dalla possibilità di scegliere la configurazione ghiotta, ma i rilievi varrebbero lo stesso anche sui modelli inferiori, tanto che quello nostro in prova rientra appieno nella configurazione standard on Intel Core i5 e 3 Mbyte di cache L3, solo 4 Gbyte di Ram su scheda  e 128 Gbyte di storage.

Benchmark di OsXDaily fanno riferimento anche a transfer rate dei nuovi dischi SSD veramente da record in confronto a quelli montati su MacBook Air di generazioni precedenti, non abbiamo avuto la possibilità di eseguire un test interno, se non per i tempi di Zip e Unzipping che confermano il cambio di passo.

Si evidenza il nuovo MagSafe 2, se avete il vecchio MagSafe esistono già in commercio gli adattatori. Costano 10 euro

Riteniamo scelta importante solo indirizzarsi senza indugio sul modello a 13 pollici con la risoluzione 1.440×900. Se si guadagna in mobilità infatti, a che serve quest’ultima quando poi la batteria ci abbandona prima? Insomma, tre etti in meno si pagano cari in termini di autonomia. A parte questo, la possibilità di configurare in modo identico le due diagonali display è molto apprezzata, la potenza in pratica è disponibile su entrambi.

Ora il MacBook Air è una macchina tranquillamente in grado di supportare qualsiasi attività lavorativa, anche impegnativa, è disponibile da subito, sarà aggiornabile con Mountain Liongratuitamente. Sarà Mountain Lion a portare la funzione Power Nap con l’aggiornamento di email e social anche quando il vostro Air è a riposo. Le nostre impressioni confermano che il rapporto design ed esperienza è ancora a vantaggio di Apple, rispetto alle soluzioni ultrabook di altri vendor. Resta il piccolo gap sul prezzo, che significa anche un touchpad di velluto, la tastiera retroilluminata, un guscio ancora tra i più robusti. La mancanza di una presa Hdmi non la viviamo come un limite. C’è Thunderbolt che vale anche di più, e speriamo che anche il mercato lo creda.

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