TEST: Google Chrome Beta

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Il nuovo browser di Google e’ pronto da scaricare e utilizzare, anche in lingua italiana. Sviluppo open source, massima chiarezza dell’interfaccia e strumenti di gestione semplificati sono i punti di forza

Google è motore di ricerca dominante e incontrastato sul Web, tanto che difficilmente senza di esso si potrebbe trovare quello che si cerca con la stessa facilità. Ora con il browser Chrome ( si può scaricare in italiano ) verrebbe quasi da identificare il Web con Google stesso. La suggestione è quanto mai pericolosa, ma la pervasività dei servizi offerti dal gigante di Mountain View dà veramente la forte impressione che quell’azienda riesca a realizzare in tempi brevi e con abilità qualsiasi progetto strategico.

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Download e installazione

Quindi ora è la volta di Google Chrome. Si presenta come un browser open source decisamente leggero, la procedura di download richiede circa un minuto con una normale connessione Adsl e l’installazione ancora meno. Vengono importati i preferiti e via. Si è già pronti per navigare.

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Chrome funziona al momento con Windows Xp e Windows Vista.

Questo browser utilizza uno dei motori migliori (WebKit), ma anche Google Gears (per facilitare gli sviluppatori), allo stesso tempo sfrutta una Virtual Machine Java V8 dedicata, e sa attingere alle innovazioni interessanti di Mozilla (per esempio i suggerimenti nella stringa di testo). Niente male insomma, considerato che la versione disponibile è una beta e non può che arricchirsi di una pletora di nuove funzionalità.

Utilizzo

La schermata principale all’avvio è quanto di più semplice si potesse immaginare. Niente voci di menu, ma solo una finestra con a destra i Preferiti aggiunti di recente, ancora più in alto tutti gli Altri preferit i importati dal browser di provenienza e nella zona centrale della finestra i Più visitati, oppure la possibilità di mostrare l’opzione della Cronologia completa.

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La barra superiore ospita le Schede. Si possono aggiungere, ricaricare, duplicare e chiudere; ognuna è indipendente dalle altre. E in fase di chiusura delle stesse le opzioni sono più numerose che negli altri browser. Si può infatti decidere di chiudere solo una determinata scheda, tutte le altre, ma anche quelle posizionate a destra di quella aperta e così via. Sono infine allineabili a piacere.

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Una delle idee più comode in assoluto (mutuata da Firefox) è la possibilità di digitare le URL dei siti o cercarli direttamente da un’unica stringa testuale. Mano a mano che si prosegue nella digitazione, Google fa riferimento al motore di ricerca prescelto, per trovare quanto si desidera, oppure propone di suo una lista di indirizzi Web “compatibili” con la stringa testuale inserita.

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Gli ultimi due pulsanti a destra danno accesso ai Controlli della pagina corrente e ai Controlli su tutto Google Chrome (Menu Chrome). E’ proprio con il primo di questi due che si può accedere alla modalità In incognito.

Navigazione in incognito

Chrome in questa modalità non memorizzerà le informazioni sui siti Web visitati, mentre questi ultimi, comunque, manterranno traccia della visita sui loro server. Nella cronologia di navigazione quindi non rimarrà traccia dei siti visitati e tutti i cookie alla chiusura della pagina saranno eliminati. Si può navigare contemporaneamente con una finestra In incognito e con altre in modalità normale. Bisogna ricordarsi però di cancellare al termine delle sessioni il Monitoraggio della Cronologia Web di Google, se si è effettuato l’accesso a www.google.it con il proprio account, perché invece lì le pagine cercate rimangono in memoria. File scaricati e Preferiti creati rimarranno comunque memorizzati.

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Task manager

Dal pulsante Controlli della pagina corrente si possono gestire inoltre il Debugger JavaScript e il Task Manage r che consente di killare ogni singola pagina aperta o tutto il browser. Non dovrebbe più essere necessario riavviare il browser, ma basterà termine i processi di una singola pagina Web. Il Task Manager

è unico per l’applicazione Chrome. Quindi aprendo una nuova finestra (e non una scheda) il Task Manager consentirà di mantenere il controllo comunque su tutta l’applicazione Chrome e, specificamente su ogni sua pagina e finestra aperte.

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Chrome Menu

Il pulsante Chrome, infine, consente il controllo a tre diversi livelli su tutto il browser: Impostazioni di Base, Piccoli Ritocchi e Roba da smanettoni. Nomi alquanto insoliti per i menu di un software.

Con la prima opzione (Impostazioni di base) è possibile non solo determinare quale sarà la finestra di avvio, ma anche se avviare la pagina di default, oppure ripristinare le pagine precedenti o aprire pagine specifiche. Da qui si può scegliere anche quale sarà il motore di ricerca predefinito: nel browser sono già impostati una ventina di motori: compresi quelli di Microsoft Live Search e MSN Search, ma anche Ask, Yahoo!, Wikipedia, Cnet.

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In questo qualche lieve discrepanza. Se dalla stringa testuale infatti si inserisce Cnet, tra le proposte del browser compare anche la possibilità di cercare una stringa, direttamente da CNet, come sarebbe comodo fare. Ma se si tiene lo stesso comportamento per Wikipedia, il browser consentirà la ricerca solo sul motore che si è scelto come predefinito dalla voce di menu Chrome. Vedremo nelle versioni successive. Probabilmente saranno soggette a notevoli migliorie anche le voci di menu Roba da smanettoni: il nome farebbe pensare a impostazioni ostiche e invece risiedono proprio lì anche tuning di sicurezza con cui oramai tantissimi utenti hanno imparato a fare i conti: per esempio Impostazioni dei cookie e il blocco dei popup, oltre alla gestione di Google Gears.

La scheda Piccoli ritocchi invece è fondamentale, tanto quanto quella delle impostazioni di base, anche perché è proprio da lì che è possibile scegliere la collocazione finale dei file che si scaricheranno. Come succede con Mozilla.

Giudizio

Google Chrome brilla per velocità (il motore è WebKit), ma indubbiamente a scapito delle risorse di sistema. Ne consuma più degli altri browser, quindi con i computer più potenti è imbattibile, ma probabilmente (almeno per il momento) sarà il caso di utilizzarlo e spremerlo tenendo conto di questo fattore. Tenendo aperto IE8, Firefox e Chrome, il nostro sistema equipaggiato con Windows XP e 1 Gbyte di RAM ne ha risentito e Chrome si è bloccato. Comprensibilissimi i problemi di giovinezza, per quanto la struttura di base e il codice siano rispettivamente decisamente robusti e puliti.

E’ vero poi che l e opzioni dei menu sono fin troppo semplificate e poco granulari, ma siamo solo all’inizio e l’inizio è promettente. Considerato la flessibilità totale del progetto e l’approccio open source non c’è che dire. Sarebbe davvero tempo, però, che oltre a una guerra dei browser iniziasse anche una vera ed efficace guerra dei motori di ricerca e invece su questo fronte nessuno sembra in grado di sfidare BigG e… dove manca concorrenza, si sa come vanno a finire le cose.

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