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TEST: Huawei Honour con Ice Cream Sandwich
Qualità costruttiva e prime impressioni
Lo chassis esterno offre una sensazione complessiva di buona robustezza, pur non portando in dote materiali pregiati. Gli unici tasti hardware (accensione e controllo volume) sono in plastica anch’essi,e appartengono non alla scocca principale, ma al guscio. Tolto il guscio (pur lasciando inserita la batteria), il controllo del device è quindi più difficoltoso, ma non impossibile. Lo scriviamo perché ci è capitato di dover resettare il device senza poter sfruttare il software (bisogna tenere premuto il tasto di accensione, quello del controllo Volume + e il simbolo della Home fino a che non compare il menu per hard reset) ed è più agevole farlo con la possibilità di rimuovere anche la batteria per essere certi del reset.
Con l’upgrade a Ice Cream Sandwich, Honour non perde in prestazioni, e pur con il single core si dimostra uno smartphone reattivo. I miglioramenti del software sono evidenti rispetto a U8860 con Gingerbread e Honour con Android 4.0 ci ha soddisfatto appieno. La versione da noi provata porta in dote Cloud+ con i servizi per rinvenire il telefono quando si è perso, procedere al Backup, e acquistare altro spazio supplementare. Huawei ha personalizzato la proposta con un proprio repository di Apps, come fanno altri vendor. Si tratta di HiSpace. Interessante è anche la funzione per sbloccare lo smartphone tramite la fotocamera frontale in dotazione (VGA) in grado di effettuare il riconoscimento facciale.
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