TEST: Motorola Defy+ MB526

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Resiste alla pioggia, all’acqua, a polvere e urti. E’ piccolo e leggero e funziona con Android 2.3. E se ancora non bastasse, costa meno di 300 euro. Motorola Defy+ non è uno smartphone senza difetti, ma già così soddisfa chi cerca la robustezza in un device al passo con i tempi, quasi a prova di ‘desperate housewife’

Non può essere bellissimo da guardare uno smartphone robusto, piccolo e che costa poco. Se non altro perché renderlo impermeabile all’acqua e alla polvere e poco sensibile alle cadute, richiede qualche accorgimento estetico di protezione che rovina le linee filanti così belle da vedere su altri modelli che se cadono per terra, però, fanno tremare le vene e il portafoglio. E infatti Motorola Defy+ esteticamente non impressiona affatto.

Il nuovo Motorola Defy, conosciuto anche come Motorola Defy+ o Motorola MB526 ha però tantissimi punti di forza. Arriva circa un anno dopo il modello Motorola Defy (dicembre 2010), con tutti i miglioramenti del caso, a partire dal sistema operativo Gingerbread; Defy+ è certificato IP 67 (guardate qui cosa significa) e quindi resiste bene alle cadute nelle pozzanghere, alla polvere, e ai graffi sul vetro (con il suo Gorilla Glass di Corning). Certo, resiste anche all’acqua, fino a 1 metro, ma non sognatevi di utilizzarlo quando è immerso. Un conto è che ci finisca dentro, un conto immaginare un oggetto usabile in condizioni tanto critiche. Tutto valido poi, a patto che siano correttamente posizionati i coperchietti gommati di chiusura delle interfacce e tutto valido a patto che l’utente si attenga alle indicazioni del produttore, che consiglia dopo le cadute di lasciarlo scolare per bene almeno per un’ora.

A sinistra è ben visibile una delle guarnizioni di protezione. Rovina la linea, ma preserva lo smartphone dalla penetrazione dei liquidi e della polvere

Peccato per quest’ultima specifica: ve l’immaginate voi la sbadata/o di turno che molla il cellulare in un tombino, lo recupera e resiste alla tentazione di vedere subito se funziona? No, noi non riusciamo a immaginarlo. E’ troppo istintivo provare subito a farci di tutto, per rassicurarsi immediatamente, e capire se ci si dovrà giustifare a casa (al marito o alla moglie ) o si potrà far finta di niente. Fatto sta che anche in questo caso nelle nostre prove Defy+ non ha deluso. Il coperchio della batteria ha un sistema di blocco, c’è poi una copertura per la presa minijack, per il connettore dell’alimentazione, e la scocca è sigillata con 6 viti visibili esternamente che ispirano fiducia.

Dotazione hardware e software

Motorola Defy+, o Motorola MB526, abbiamo detto che funziona con Android 2.3 Gingerbread che è mosso da un processore a 1 GHz, più potente rispetto al precedente, lo smartphone dispone di 512 Mbyte di RAM e 1 Gbyte di ROM, internamente è possibile ospitare una schedina microSD fino a 32 Gbyte. Il display da 3,7 pollici ha una risoluzione 480×854 pixel (WVGA e touchscreen), eccellente anche se il display non è perfetto alla luce del sole come gli OLED. Lo smartphone pesa 120 grammi, è quindi anche leggero, rispetto all’iPhone la differenza diventa sostanziale, si percepisce chiaramente. Defy+ è dotato di sensore di luminosità ambientale e di accelerometro, è un quadband (GSM 850/900/1800/1900; WCDMA 900/2100; HSDPA 7.2 Mbps Categoria 7/8, EDGE Classe 12, GPRS Classe 12, HSUPA 2.0 Mbps), supporta WiFi n e Bluetooth 2.1 con EDR, sono integrati i servizi Gps, è prevista una sorta di bussola eCompass. La fotocamera da 5 Megapixel può sfruttare l’illuminatore integrato.

Il comparto che ospita batteria, Sim e microSD di espansione è bloccato da una levetta a spostamento, in evidenza anche la fotocamera da 5 Megapixel e l'illuminatore

Dal punto di vista delle personalizzazioni software, lo smartphone dispone di parte della dotazione applicativa tipica di Motorola MotoBlur, è possibile configurare qualsiasi tipologia di account email, così come quelli dei social network principali, si può salvare il proprio profilo MotoBlur, per ritrovare le impostazioni nel caso si cambiasse lo smartphone, il software MotoBlur provvede all’identificazione del chiamante, e gestisce il controllo della batteria. E’ stato un vero piacere trovare già preinstallati un software Gestione Attività per chiudere e controllare tutte le applicazioni attive, un pratico sistema di controllo delle connessioni attive a widget, QuickOffice, e un FileManager all’altezza. Lo smartphone supporta anche DLNA per la riproduzione dei contenuti sui device esterni collegati in rete.

A colpo d'occhio tutti i tasti per il funzionamento di Motorola Defy+, come spiegati sul manuale del produttore

E’ un peccato che la sincronizzazione Exchange non riesca invece a sincronizzare Attività e Note, così come si sarebbe potuta migliorare da subito la gestione di account email multipli da un’unica interfaccia, ma le applicazioni Android aiuteranno chi trova fastidiose queste carenze. MotoBlur comunque migliora nel tempo, per esempio è utile il pulsante a destra che collega immediatamente alle Applicazioni, senza ricorrere al pulsante hardware tipico degli smartphone Android.


Giudizio

Quali sono allora i limiti di Motorola Defy+ MB526? Resta uno smartphone comunque lento, nonostante il processore migliorato. Le dimensioni ridotte possono incidere sull’usabilità della tastiera, per quanto la sensibilità del touchscreen sia eccellente e, infine, l’autonomia della batteria è molto limitata. Se si lascia attivo il sensore Gps quando si è in giro (2/3 ore al giorno) e sempre acceso il Wifi e si sfrutta la connettività 3G per le normali operazioni con la posta elettronica, non si riesce ad arrivare a sera senza ricaricare. E questo senza sfruttare minimamente il comparto multimediale. Invece è piena la soddisfazione complessiva per uno smartphone magari non bellissimo, ma poco ingombrante e comunque robusto, da utilizzare tranquilli in ogni tipo di attività. Se poi volete tenere conto del prezzo, inferiore ai 300 euro, il giudizio complessivo è più che positivo. Ce ne fossero di più di smartphone così semi-ruggerized ed efficienti.

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