Testo unico per l’Agenda Digitale

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Semplificazione fiscale: 730 precompilato dal 2015

In Parlamento un testo unico bipartisan mette sul tavolo proposte per l’Agenda Digitale e le Start-up

In questa estate calda, fatta di Spread troppo alti e Spending Review, si è inabissato il Digitalia, l’atteso decreto con le proposte per l’Agenda Digitale che in tanti aspettavano per giugno. Ma è il Parlamento ad accorrere in aiuto dell’unico capitolo in grado di avere effetti positivi sul PIL italiano, invertendo la tendenza dell’euro-recessione in cui l’Italia è piombata. Dal Parlamento esce infatti il Testo unico bipartisan, che raccoglie le proposte di Pd-Udc, Pdl e Lega, approvato dalla Commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera.

Il Testo unico prevede un fondo per le Start-up legate all’innovazione, la possibilità di promuovere le infrastrutture da sviluppare e proposte per digitalizzare la PA. Invece non si parla di un’aliquota per l’e-commerce che porrebbe essere in contrasto con la normativa europea.  Il Testo unico mette insieme incentivi per sviluppare servizi digitali, con erogazione annuale da parte del governo, e la digitalizzazione in tutti i settori della PA. Il Testo unico impone inoltre soluzioni basate sul software libero, protocolli e formati aperti. Alle famiglie si propongono contributi per l’informatizzazione e modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche nell’ottica della semplificazione della burocrazia.

Sul versante infrastrutture, il testo si focalizza su esenzioni fiscali per Comuni e Province da investire in fibra ottica e prevede un Catasto delle infrastrutture civili in fibra ottica esistenti, da istituire presso i Co uni: censire le strutture già attive aiuterebbe la pianificazione futura.

Infine in tema di startup, soprattutto quelle “innovative”, il testo si concentra su un ventaglio di incentivi e l’istituzione di un “Fondo per l’Italia“, dedicato a quote di fondi di investimento, da aprire alla partecipazione sia di soggetti privati che pubblici, con una dotazione di 30 milioni di euro per l’anno 2013, di 40 milioni per il 2013 e di 50 milioni per il 2015. L’Agenda Digitale è sempre più cruciale nelle proposte per la crescita.

Vogliamo costruire il futuro dell’Italia digitale? Rinunciare a banda ultra larga e all’Agenda digitale 2020, all’Italia costerebbe un salasso: 850 miliardi di euro. Lo rivela un rapporto dell’Osservatorio sui costi del non fare che ha calcolato l‘impatto per l’Italia della mancata realizzazione della banda ultra larga e deli obiettivi dell’Agenda digitale. All’Italia i costi del non fare la banda ultra larga e del non raggiungere i target dell’Agenda Digitale, si aggirerebbero per circa il 3% del PIL annuo per il prossimo ventennio. La Commissaria europea per l’agenda digitale, Neelie Kroes, poche settimane fa, ha spiegato che solo il ritardo nella banda larga costa all’Italia l’1,5% del PIL.

Testo unico bipartisan per l'Agenda Digitale e le Start-up @ shutterstock
Testo unico bipartisan per l'Agenda Digitale e le Start-up
Autore: ITespresso
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