The Movies

Management

"Ho visto cose che voi umani non potreste neppure immaginare"…"Francamente, me ne infischio"

The Movies costituisce forse il contributo più originale mai apportato allimmarcescibile filone dei cosiddetti giochi “gestionali”. Al punto che non ci sorprenderemmo se Peter Moulyneux, il “suo” geniale game designer, trovasse questa categorizzazione persino un poriduttiva. The Movies cerca infatti di simulare lintero processo produttivo dell”industria della celluloide” hollywoodiana unendo unanima propriamente manageriale con una sezione più libera che permette di scimmiottare le fasi più creative della realizzazione cinematografica. Così mentre la costruzione fisica degli “studios”, lingaggio degli attori, la gestione dei budget e dei contratti strizzano locchio ai vari “Tycoon”, già visti in tutte le salse, la parte dedicata alla creazione delle opere filmiche vere e proprie (con tanto di sceneggiature, scenografie e regia) si propone più come uno strumento artistico che come un semplice gioco. Nella modalità “facilitata”, accantonate le esigenze di bilancio, The Movies si trasforma infatti in una sorta di “editor” cinematografico che, pur con grosse limitazioni, permette di creare dei cortometraggi veri e propri. Laspetto gestionale, pur con la sua intrinseca ripetitività, risulta godibile soprattutto per la caratterizzazione caricaturale dei personaggi e ladozione di uninterfaccia “drag & drop” alquanto intuitiva: quasi tutto ciò che viene mostrato sullo scenario tridimensionale può essere modificato, spostato, prelevato con un semplice trascinamento del mouse. Ogni attività gestionale deve comunque convergere verso un unico prodotto finale: il film. Laspetto più sorprendente del gioco sta proprio nella ricchezza e nello spessore degli strumenti di cui si può disporre per “girare” e “montare”; a una specie di “Premiere” in miniatura, si aggiunge la possibilità di inserire effetti audio, di selezionare differenti scenografie, di modificare gli angoli di ripresa, di aggiungere sottotitoli e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo, per quanto tempo si decida di investire in questa fase (di gran lunga la più stimolante del pacchetto) limpatto sul gioco in termini di risultati è minimale: una sorta di “critico artificiale” valuta infatti ogni opera prodotta aprendo le porte a premi e riconoscimenti o condannando il regista a sonore stroncature, ma lo fa sulla base di fattori alquanto superficiali e opinabili, che ben poco hanno a che fare con la vera qualità del girato. Proprio questo elemento evidenzia forse il peggior difetto di The Movies, ossia la sostanziale mancanza di fusione tra le due anime del gioco: management e cinematografia. I giocatori con molta pazienza e i veri patiti del cinema lo adoreranno comunque.

Autore: ITespresso
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