Incontro con Tim Berners-Lee: Il Web come luogo di decisioni e non solo di condivisione

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Tim Berners-Lee all'ICT Days a Trento

L’inventore del Web definisce il concetto di creatività abbinata agli Open data come una nuova frontiera, quella dell’intercreativita’. Berners-Lee: bisogna difendere la libertà della Rete e gli open data contro le minacce di aziende e governi repressivi

Fra le malghe e i microchip, fra tradizione e innovazione, Trento ha ospitato ICT Days, fino al 23 marzo, per focalizzarsi su ricerca e sviluppo IT nell’era delle Smart City. Protagonista dell’evento è stato Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, non solo pioniere dell’era digitale fin dai suoi primi esperimenti con gli hyperlinks al Cern di Ginevra, ma anche architetto dell’open web come piattaforma. Berners-Lee afferma che è giunta l’ora di costruire comunità online, in un’era in cui l’e-government e i sevizi su Internet porteranno tutto online. Open data e e-gov rappresenteranno il futuro, purché sappiano coniugare creatività, open data e comunità online con la libertà della Rete. Infatti Internet deve rimanere aperta e libera ed è necessario vigilare per impedire ad aziende e governi di costituire una minaccia all’open web. Il cyber-attivista Aaron Swartz, hacker etico di grandissimo valore, si è suicidato proprio per consentire al web di rimanere aperto. L’inventore del Web definisce il concetto di creatività abbinata agli Open data come una nuova frontiera, quella dell’intercreatività. L’opportunità di condividere dati aperti e Internet delle cose miglioreranno e potenzieranno le nostre comunità, se i dati archiviati e collezionati da governi ed aziende potranno supportare comunità online, anche locali, in maniera creativa. Ma ciò avverrà se Il Web, oggi risorsa sociale su cui si fondano anche i social network, continuerà a fornire piattaforme di comunicazione che abbiano impatto concreto sulla democrazia partecipativa. Ed è questo il messaggio più politico di Berners-Lee: il web non è più solo un luogo di condivisione (di file, pensieri, video, immagini, musica, messaggi eccetera), ma sarà sempre più luogo di decisioni. “Nasceranno nuovi sistemi di governo. In futuro le decisioni politiche si prenderanno tutte sul Web“.

Fra i motivi per cui ho creato il Web ci sono la collaborazione e la condivisione, per una società aperta con meno barriere: ci stiamo dirigendo verso un futuro in cui i governi saranno tutti online, è dirimente che i dati delle pubbliche amministrazioni siano accessibili in rete, e nella prossima fase lo saranno anche i nostri dati personali, tutto quello che governi e aziende sanno di noi: se vogliamo dobbiamo appropriarcene per farne ciò che vogliamo” sottolinea Berners-Lee, mostrando il suo smartwatch che monitora le sue attività fisiche. Come dire: internet delle cose è già fra noi.

Anche per la cultura (musica ed arte) l’innovazione online sta cambiando il modo di condividere. Le teleconferenze via Web stanno mutando le interazioni nel mondo del lavoro. Berners-Lee immagina un ufficio postale con il computer rigirato dalla parte dell’utente, per umanizzare il rapporto fra tecnologie e cittadini, accorciando le distanze fra PA e utenti. Le community offrono poi il vantaggio di consentire a chiunque di scegliere la propria comunità online. La collaboration aumenta la produttività e migliora il lavoro: wiki, Twitter ed altre risorse online sono preziose per la creatività in ogni settore economico e professionale. Ma le comunità online dovranno costituirsi come gruppi di pressione per eliminare le barriere che impediscono l’innovazione e l’intercreatività che potrebbero innescare le prossime “inimmaginabili rivoluzioni“. Gli utenti del Web stanno creando sistemi di e-government e e-democracy, ognuno con il proprio punto di vista e il proprio bagaglio culturale. “Quando tutto sarà online i governi potranno risparmiare“. E il Web dovrà migliorare la qualità della vita.

Tim Berners-Lee all'ICT Days a Trento
Tim Berners-Lee all’ICT Days a Trento 

Domanda: Di fronte alle continue richieste di blocchi di contenuti ai Service provider, che fare?

Tim Berners-Lee:  “Quello all’accesso è un diritto“. Bisogna difendere l’indipendenza della stampa e di internet in un mercato aperto. “Una cosa che non è sul Web, non è democratica“. La qualità delle democrazie si misura anche dall’accesso alla Rete e da quanto mette online.

Domanda: Nel futuro potremo salvare i dati personali?

Tim Berners-Lee: “Le aziende chiedono ogni giorno più dati, ma gli utenti chiedono controllo ed accountability“.

Domanda: Net neutrality nel Mobile: che cosa possiamo fare?

Tim Berners-Lee: “La Net neutrality è essenziale. Bisogna chiedere ai politici e ai governi di seguire l’esempio olandese per garantire la neutralità della rete“.

Domanda: Diritti di proprietà intellettuale nell’era della stampa digitale tridimensionale. Si sta ridefinendo l’etica digitale?

Tim Berners-Lee: “Si, ma bisogna sposare l’open source con la stampa 3d”.

Domanda: Dopo Wikileaks e il ciclone Assange, che ne è della privacy digitale?

Tim Berners-Lee: “L’anonimato è difficile da gestire sotto la pressione dei governi”

Domanda: Pensa che nell’era dei Big data ed open data, sarà necessario istituire una nuova Authority indipendente in Europa per tutelare i dati personali?

Tim Berners-Lee:  “Non saprei“. Ma Tim Berners-Lee esprime ottimismo: ha inventato il Web per semplificare ed accelerare la collaborazione fra scienziati: “In futuro si potranno mettere insieme ancora più facilmente le idee per risolvere i problemi dell’umanità“. Ma per far questo bisogna superare i nuovi Divari digitali. Esiste infatti un nuovo digital divide fra chi sa scrivere codice e chi no. E non deve diventare un nuovo divario di genere, fra developer maschi e donne analfabete di informatica. Scrivere codice è divertente anche per le ragazze. In questo, la scuola può fare di più: deve rendere l’informatica sexy, colmando i nuovi digital (and gender) divide.

Tim Berners-Lee a Trento

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Tim Berners-Lee all'ICT Dsys a Trento

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