Tlc, Calabrò mette l’accento sulla banda larga e il Dtt

Autorità e normative

Dal broadband al Digitale terrestre, dalle tariffe ai disservizi, fino alla
separazione della rete di Telecom Italia: l’Autorità per le garanzie nelle
Comunicazioni fa il punto sulle Tlc nella relazione al Parlamento

Oggi Corrado Calabrò ha tenuto in Parlamento la relazione annuale dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni per fare il punto sul mercato Tlc in Italia. Iniziamo dai temi di più scottante attualità: separazione della rete (il caso Telecom Italia) e la banda larga. Calabrò ha asserito che la separazione della rete è di interesse generale: l’autorità vuole arrivare a questa meta “entro l’anno“. La banda larga italiana è invece ancora una Cenerentola in Europa. Siamo indietro nel broad band: l’Italia è al 14,5%, all’ultimo posto nei Paesi del G7 e sotto la media Ue a15 (18,7%) e anche di quella Ue a 27 (16,2%). Inoltre, tornando a Telecom, la quota di mercato al dettaglio dell’ex monopolista nella banda larga resta ben sopra il 50%. Calabrò incalza, mettendo il dito nella piaga dei costi: “i prezzi delle offerte sono ancora distanti dalle migliori pratiche europee”. Ma non sono solo spine nel discorso a 360 gradi dell’Authority, ci sono anche aspetti positivi nel mercato Tlc italiano:siamo “uno dei mercati piu’ liberalizzati d’Europa, il quinto mercato al mondo nelle telecomunicazioni in termini di fatturato pro-capite e il secondo per quanto riguarda i servizi voce della telefonia mobile, nella quale l’Italia presenta la piu’ alta percentuale di penetrazione”. Il calo delle tariffe nelle tlc farà risparmiare 2 miliardi di euro nel 2007, e Calabrò si augura l’abolizione della tassa per la telefonia mobile e la fine dei disservizi. Corrado Calabrò dedica anche un passaggio alla riforma dell’editoria, alla quale il governo lavora da diversi mesi con un disegno di legge: è “opportuno”, un riordino dell’editoria, “nel segno della semplificazione amministrativa, dell’innovazione tecnologica e dell’intervento sulle strozzature che ne condizionano la distribuzione”. Nel mercato delle Tlc, per imprimere una svolta nella banda larga, bisogna fare di più: “occorre costruire una nuova rete che sia veramente un’infrastruttura che consenta una capacita’ trasmissiva elevata, e’ un’esigenza per i giovani e per le imprese”, anche perché Telecom Italia è ‘l’operatore dominante nei mercati che riguardano la rete fissa‘ Infine il Digitale terrestre: il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha affermato che lo switch off della Sardegna è previsto nel 2008. Ma Calabrò va oltre: Mediaset supera la Rai; e s erve subito una legge del settore: ” Complessivamente la quota della presenza di Rai e Mediaset nel settore televisivo è stata pari, nel 2006, rispettivamente al 34% e al 29%, mentre Sky è arrivata a pesare per il 28% dei ricavi totali del settore”. Bisogna superare la scarsità di concorrenza, per metterci alle spalle “lo stato di squilibrio negli assetti pluralistici del sistema televisivo “. Per quanto concerne la raccolta pubblicitaria televisiva, nel 2006, il regolatore osserva ancora il duopolio: “la quota dei primi due gruppi, Mediaset (55%) e Rai (29%), è stata ancora pari all’84%. Il peso della pubblicità televisiva rispetto al totale della torta pubblicitaria in Italia è tuttora preponderante: corrisponde al 53%, mentre la carta stampata assorbe il 32%. Sebbene nei primi cinque mesi di quest’anno si sia registrato un lieve calo per le Tv (-2,7%) e un certo incremento per la stampa quotidiana (+3,6%), il rapporto tra stampa e televisione, nel nostro Paese, rimane squilibrato rispetto agli altri Paesi europei”. Per concludere qualche cifra: nel 2006 l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si è riunita 73 volte e ha deliberato 835 provvedimenti, di cui 24 relativi ad analisi e regolamentazione dei mercati delle comunicazioni elettroniche. Solo nella tutela dei diritti e degli utenti, sono state prese in esame circa 5mila segnalazioni di consumatori (oltre 1.100 verificate direttamente sul campo) e sono stati sanzionati gli operatori per oltre 2 milioni di euro per le sole infrazioni nei confronti degli utenti.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore