Tlc: per impianti mobili vale la rapidità procedure

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Risulta in parte illegittima la legge della regione Lombardia su governo territorio

Per i ripetitori di reti mobili valgono la “tempestività e la riduzione dei termini per l’ autorizzazione all’istallazione delle infrastrutture” previste dalla legge statale del 2003. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge della Regione Lombardia per il governo del territorio (n. 12 del 2005) nella parte in cui prevede che per l’installazione di torri, tralicci e ripetitori per le Tlc vi debba essere un’autorizzazione comunale ulteriore a quella già prevista dal Codice delle comunicazioni elettroniche (decreto legislativo 259 del 2003). “La confluenza in un unico procedimento dell’iter finalizzato all’ottenimento dell’autorizzazione a costruire tali impianti – é scritto nella sentenza scritta dal giudice costituzionale Gaetano Silvestri – risponde ai suddetti principi perché le esigenze di tempestività e contenimento dei termini resterebbero vanificate se il nuovo procedimento venisse ad abbinarsi e non a sostituirsi a quello previsto in materia edilizia”. E ancora: l’ente locale non viene privato del suo potere di verificare la compatibilità urbanistica dell’impianto “previo accertamento, da parte dell’organismo competente a effettuare i controlli, della compatibilità del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità”.

Autore: ITespresso
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