Tom Clancy’s Ghost Recon Advanced WarFighter

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Come è dura la vita di un capitano quando i suoi non rispondono agli ordini

Dopo lo splendido esordio sulla nuova console di Microsoft, Advanced Warfighter arriva anche su PC. Il gioco vi cala nei panni di Scott Mitchell, esperto capitano dell’esercito americano al comando di un gruppo di agguerriti soldati. Il vostro obiettivo sarà quello di condurre la squadra di incursori a liberare ostaggi, sventare rapimenti e a salvare cittadini americani in una splendida Città del Messico in rivolta e completamente fuori controllo. È bene subito precisare che quest’ultimo episodio di Ghost Recon non è una tipica conversione, ma un gioco progettato ex-novo. Non sono inclusi infatti alcuni elementi presenti nella versione per la console di Microsoft come, per esempio, la visuale in terza persona, e la speciale carabina con il mirino collegato a un sistema di rilevazione satellitare che serve per individuare i nemici nascosti dietro muri e pareti. Il cambiamento più significativo è però il fatto che i livelli sono diversi e, soprattutto, più ampi di quelli ammirati su Xbox360. La storia, l’eccellenza della grafica e del comparto audio sono invece i medesimi. Questo Ghost Recon ha il grave difetto di offrire un sistema di controllo delle unità approssimativo e mal calibrato. Attraverso uno speciale menu prima e durante ogni missione è possibile impartire degli ordini specifici ai propri uomini, indicando loro come raggiungere una determinata meta attraverso una serie di passaggi obbligati (Waypoints). Peccato che questo fase di gioco si riveli un mero esercizio di stile perché i vostri soldati non eseguono quasi mai gli ordini loro impartiti e dovrebbero essere spediti davanti a una corte militare con l’accusa di alto tradimento. Infatti anche dopo aver ordinato ai soldati di raggiungere un determinato luogo vi capiterà spesso di vederli rimanere immobili (dietro a una copertura o in mezzo alla strada), o scegliere in autonomia il percorso più giusto da seguire per arrivare dove è stato loro ordinato. Addirittura delle volte può accadere che i vostri uomini vi annuncino beatamente di essere in posizione per poi scoprire magari durante uno lo scontro che non lo sono e che il ?nostro? piano di azione è andato a farsi benedire. Le sparatorie sono spettacolari: le armi si prestano a un’impressionante varietà di utilizzi e gli effetti del deflagrare dei colpi e delle granate risultano straordinari. Nel caso però che il combattimento si stia mettendo male rassegnatevi, perché il sistema non permette di salvare la partita liberamente ma solo in punti specifici. In ogni caso a decidere la sorte di scontri perfettamente equilibrati contribuisce lo scarso livello dell’intelligenza artificiale o dei propri uomini o dei nemici. Peccato infine che il gioco sia condizionato da un motore grafico pesantissimo, evidentemente è la conseguenza di un lavoro di programmazione un po’ approssimativo. In conclusione WarFighter in versione PC segna più di un passo indietro rispetto all’eccellenza del titolo per Xbox360.

Autore: ITespresso
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