Tom Clancy’s Splinter Cell – Pandora Tomorrow

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Uno sparo nel buio, un’ombra furtiva… Sam Fisher è tornato.

L’agente Fisher è di nuovo in azione. Nessuna sorpresa, non poteva essere altrimenti dopo lo straordinario successo di Splinter Cell, il celeberrimo gioco improntato all’azione furtiva e ipertecnologica. Questo atteso seguito ripropone essenzialmente le medesime meccaniche dell’originale (il che non è affatto un difetto), cui sono state aggiunte alcune “chicche” in termini di nuovi movimenti a disposizione del protagonista, nuovi gadget spionistici e un’intelligenza artificiale più raffinata. Le otto missioni di cui è composto Pandora Tomorrow, tutte riccamente sceneggiate ma anche piuttosto lineari, portano Sam Fisher a confrontarsi con la minaccia di un attentato batteriologico, a fronteggiare le insidie della jungla indonesiana, dei vicoli di Gerusalemme e di altre sorprendenti località esotiche. Queste ambientazioni hanno offerto l’occasione giusta per esasperare il già fantastico aspetto grafico dell’originale. Il sistema di illuminazione dinamica, effetti ambientali come pioggia, fumo e vapore, effetti di “blurring” e le mille animazioni che arricchiscono ogni scenario, conferiscono al gioco un sapore incredibilmente cinematografico. Una menzione d’onore è d’obbligo anche per l’eccellente sonoro e il doppiaggio d’atmosfera (interamente in italiano) che, ancora una volta, usa la voce del celebre Luca Ward. Pandora Tomorrow verte sull’abilità del protagonista di agire nell’ombra, silenziosamente, evitando di farsi identificare da guardie e sistemi di sorveglianza, e sfuggendo nel contempo trappole mortali apparentemente insuperabili. In aiuto gli vengono i gadget tecnologici – dal set da scasso, alle “telecamere adesive”, dal visore notturno al cavo ottico – e le sue straordinarie abilità ginniche. Alle numerose movenze già viste nell’originale, qui si aggiungono l’abilità di sparare rimanendo sospesi a testa in giù e, soprattutto, la cosiddetta “rotazione SWAT” resa celebre dai corpi speciali americani. Si tratta di una mezza rotazione fluida con la quale è possibile superare la porta di un locale, passando fulmineamente da uno stipite all’altro, rimanendo pressoché invisibili agli occhi degli occupanti della stanza. Come sempre, lo scontro a fuoco va considerato l’ultima risorsa dal momento che le sparatorie “mal gestite” continuano a rappresentare un serio rischio per la propria copertura. Il sistema d’allarme, tuttavia, in questo seguito è meno “spietato” che in precedenza e si articola su tre livelli. La missione non termina più alla prima rilevazione da parte dei sistemi di sicurezza, bensì fa scattare un livello d’allerta superiore, in cui le guardie divengono più aggressive e si dotano di giubbotti antiproiettile. Se nuovi allarmi vengono fatti scattare, le guardie indossano anche elmetti protettivi e, di fronte ad un’ulteriore imprudenza di Sam, la missione termina istantaneamente. Nonostante la loro linearità, le missioni scivolano via in un susseguirsi di colpi di scena e momenti memorabili, godibili come gli episodi di un telefilm ben riuscito, ricompensando l’approccio creativo, la prontezza di riflessi e la corretta combinazione delle proprie abilità. Da segnalare anche una splendida e innovativa modalità multiplayer.

Autore: ITespresso
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