Tra Intel e Amd scontro aperto sui processori

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Intel rilascerà nei prossimi mesi i primi chip ibridi a 32/64 bit, ma gli esperti ritengono che l’architettura rivale di Amd potrebbe continuare a essere ancora preferibile per i server di fascia bassa.

Intel vuole recuperare il ritardo accumulato nei confronti del rivale Amd, ma il chip Opteron Amd ha già un vantaggio di un anno e rende difficile la rincorsa. Al recente Intel Developer Forum di San Francisco, Dell, Ibm e Hp hanno dichiarato che produrranno server basati sulla nuova tecnologia “Clackamas Technology” (Ct) di Intel, che sarà disponibile sui chip Pentium e Xeon 4. Peter Glaskowsky, caporedattore di Microprocessor Report, ritiene che il chip Opteron di Amd, abbia un’architettura di sistema superiore in termini di scalabilità e di velocità della memoria centrale, ma che è comunque troppo presto per dire quale potrà essere il più veloce: prima bisogna vedere i risultati dei benchmark. Da parte sua, Richard Baker direttore marketing europeo di Amd, ha replicato che Intel sta ancora lavorando con una tecnologia vecchia e un pipeline superato: “Non hanno il nostro bus HyperTransport e nemmeno i controller locali di memoria, perciò sarà interessante vedere i risultati dei benchmark”. Secondo Rakesh Kumar di Meta Group, il confronto tra i due colossi si giocherà sul fronte economico-finanziario più che sulla tecnologia. La superiorità tecnica di Opteron sarà bilanciata dall’enorme forza produttiva di Intel e dalla capacità di convivere con bassi margini di profitto. Amd ha comunque segnato un altro punto a suo favore, aggiungendo Hp, Ibm e Sun all’elenco delle aziende che basano i propri prodotti su Opteron. In particolare, Hp progetta di rilasciare a breve un server ProLiant basato su Opteron. Intel continuerà a spingere Itanium come unità centrale a 64 bit ideale per i server di fascia alta, ma la tendenza a ridurre il numero dei grandi server migrando verso architetture cluster e computer grid potrebbe limitarne la diffusione. Linus Torvalds, creatore di Linux, ha descritto Itanium come “un’altra architettura a 64 bit che nessuno ha voluto usare”. Ciononostante, Gartner Goup prevede che la richiesta di Itanium non sarà influenzata da Ct, almeno a breve termine, e osserva che i processori per server di questa categoria hanno requisiti di implementazione di sistema che si estendono ben oltre il 64 bit, come la scalabilità del numero di processori, l’integrità dei dati e un’elevata affidabilità. Intel rewind Intel ha confermato che alla fine di quest’anno svilupperà nuove funzioni a 64 bit nei chip a 32 bit. Cominciando dal secondo trimestre, introdurrà una tecnologia di estensione della memoria a 64 bit nella sua architettura IA-32 per i processori di server e workstation. Questa mossa porterà nei computer di fascia più bassa capacità precedentemente riservate ai server aziendali e permetterà a Intel di ridurre la distanza con il chip Opteron di Amd. Il ceo di Intel, Craig Barrett, ha confermato che i nuovi chipset Xeon a 64-bit usciranno quest’anno. Questa strategia di Intel può essere vista soltanto come una reazione imposta dalla pressione del rivale principale Amd, che già offre le capacità a 64-bit nei propri chip. In effetti, mostrando un prototipo della workstation di Dell dotata di chip e di software per la progettazione 3D, Barrett ha confermato che, per permettere alle aziende di usare sui nuovi Xeon a 64 bit lo stesso software sviluppato per i sistemi basati sui chip Opteron di Amd, il nuovo supporto a 64 bit è compatibile con quello usato da AMD nei propri processori Opteron a 64 bit. Xeon si estende a 64-bit Intel ha annunciato anche che i chip Xeon con estensioni a 64 bit potrebbero essere sul mercato entro due mesi. Contraddistinto dal nome in codice Nocona, il nuovo chip avrà una velocità di clock di 3,6 GHz o superiore. Entro il 2005 saranno disponibili il processore Itanium 2 a 1,4 GHz e a 1,6 GHz, ciascuno con 3 MB di cache, seguiti nel 2005 dal dual chipset Millington e dalla linea dual-core Montecito. Inoltre, entro il 2007 Itanium 2 offrirà il doppio delle prestazioni dei chip Xeon, a parità di costo, mentre i processori Xeon raddoppieranno le attuali prestazioni. Per la prima volta, inoltre, Intel ha reso pubblici i dati di vendita della famiglia di processori Itanium, dichiarando che ci sono oltre 100.000 sistemi in funzione. HP supporta Xeon 32/64-bit Hewlett Packard ha garantito il supporto ai programmi di Intel per offrire estensioni a 64 bit ai chip Xeon, perché favoriranno i clienti nelle aree applicative in cui il software usa grandi quantità di memoria, come la progettazione assistita da computer, la finanza e la creazione di contenuti digitale. Shane Robison, chief strategy and technology officer di Hp, ha dichiarato: “Offriremo ai clienti soluzioni che utilizzano il processore Intel Itanium 2 e il processore Intel Xeon con tecnologia estesa a 64 bit, per fornire le migliori prestazioni, disponibilità e scalabilità nel mercato”. La decisione segue quella di Intel di aggiungere estensioni a 64 bit alla propria architettura IA-32 L’offerta di Hp, che comprende le workstation, ProLiant, i server Integrity e i nuovi server NonStop, è basata sui chip Itanium e IA-32. L’era dei Terabyte Craig Barrett, direttore generale di Intel, ha annunciato all’Intel Developer Forum di San Francisco che è iniziata per i computer l’era dei Terabyte (1.000 Mbyte). Con la tecnologia a 64 bit i calcolatori possono accedere efficientemente a quantità estremamente grandi di Ram, mentre i sistemi a 32 bit soffrono del limite di 4 GB della Ram. Secondo il chief technology officer di Intel, Pat Gelsinger, l’architettura dei chip dovrà cambiare radicalmente per fare fronte ai progressi necessari nei prossimi 25 anni, tenendo presente che la quantità di dati che una persona accumula nel corso della sua vita è di circa tre exabyte (1.000.000 TB), una quantità che rende improbabile la realizzazione di unità di memorizzazione personali portatili, affermando che: “La nostra società sta generando quantità enormi di dati complessi man mano che il mondo diventa sempre più digitale, ma non ha la possibilità di sfruttare pienamente le potenzialità di questa ricca risorsa. C’è un bisogno critico di architetture di calcolo scalabili, adattabili e programmabili, in grado di riconoscere, estrarre e sintetizzare tutti questi dati digitali.” Inoltre, i chip dovranno processare rapidamente enormi quantità di dati”. Gelsinger suggerisce che si potrebbe introdurre una tecnologia che aumenti in modo intelligente le prestazioni, eseguendo task parallele su un singolo processore, oppure sviluppare più di una Cpu su un singolo blocco di silicio. La prossima generazione di laptop Anand Chandrasekher, vice presidente e direttore generale delle piattaforme mobili di Intel, ha mostrato alla Intel Developer Forum il nuovo laptop, chiamato Florence. Il progetto di riferimento, che mostra i “concetti del 2005 delle piattaforme mobili”, comprende tre modelli: un ultra portatile con schermo a 12 pollici, un’unità professionale a 15,4 pollici e un centro per l’intrattenimento domestico a 17 pollici. Il primo modello si trasforma da laptop a tablet Pc, mentre il modello a 15,4 pollici include dispositivi di sicurezza con smartcard e impronte digitali, microfoni incorporati e telecamera. Il Pc mobile a 17 pollici per l’intrattenimento domestico comprende una tastiera senza fili Bluetooth, un microtelefono incorporato con VoIP, un telecomando, un microfono, una telecamera e il sistema Intel High Definition Audio con un suono di alta qualità. “Abbiamo preso un laptop e gli abbiamo fatto fare la cura dimagrante”, ha detto scherzosamente Chandrasekher. “Abbiamo incluso una tastiera senza fili, una rete semplificata Wi-Fi e un livello elevato di hyperthreading che permetteranno applicazioni evolute, come le chiamate VoIP. Il chip set Centrino 2, soprannominato Dothan, precederà questa tecnologia di terza generazione”. Il mobile Pentium con geometria di 90nm uscirà sul mercato il secondo trimestre di questo anno. “Abbiamo dovuto ritardarlo e ne siamo dispiaciuti” ha spiegato Chandrasekher. Il nuovo design comprenderà una memoria dual channel Ddr, Pci Express e un audio migliorato con il Dolby sound. Ci sarà anche una connessione integrata Wi-Fi tribanda (802.11a, b e g). Ethernet in pensione Il Developer Forum è stata anche l’occasione per Intel per spiegare, per la prima volta, come intende rendere le reti ottiche economiche quanto Ethernet, dimostrando per la prima volta al mondo un modulatore ottico al silicio capace di trasmettere dati a 1 Gbps, superando così di cinquanta volte il precedente record di velocità di 20 Mbps. Kevin Khan, direttore del Laboratorio di tecnologia delle comunicazioni di Intel, ha dichiarato, presentando la novità, che “la tecnologia Ethernet è così conveniente che non è possibile comprare un laptop senza un collegamento Ethernet”, ma che “Intel intende fare lo stesso con la tecnologia ottica.” “Questo cambierà letteralmente il nostro mondo” – aggiunge Pat Gelsinger, chief technology officer di Intel – la larghezza di banda è cruciale”. L’obiettivo dichiarato è dunque di “portare la rete a un gigabit in ogni angolo del pianeta”. L’avvicinamento alla tecnologia ottica fa parte di un programma decennale in seno a Intel. Secondo Khan, i Pc dotati di questa tecnologia fotonica su silicio dovrebbero essere disponibili per la fine del decennio. Le reti ottiche sono già ampiamente usate nelle infrastrutture di Internet e in alcune aziende dotate di un’alta velocità di trasferimento di dati. La velocità massima teorica è 100 trilioni di bit per secondo, ma il costo degli apparati è tale da renderlo ingiustificato per la maggior parte degli utenti. Questo costo è causato dai materiali rari utilizzati per deflettere e modulare la luce, poiché le onde luminose devono essere separate e poi rimodellate in modo da ottenere gli “1” e gli “0” che compongono l’informazione binaria. Per ottenere questo risultato, il metodo di Intel prevede l’uso di tunnel incisi nel silicio, che sarebbe molto efficiente dato che la luce può essere diretta con la certezza assoluta. Usando dispositivi simili a transistor in questi gateway di silicio, Intel spera dunque di ottenere una netta riduzione dei costi della tecnologia ottica. Banda larga senza fili Parlando a San Francisco, Sean Maloney, vice presidente esecutivo e direttore generale per le comunicazioni di Intel, ha mostrato la roadmap dello sviluppo della banda larga wireless nei prossimi anni. Un primo impulso in questo senso potrebbe essere dato dallo standard WiMax (IEEE 802.16), che dovrebbe essere ratificato questo anno, permettendo servizi a banda larga fino a 30 miglia usando le onde radio. “Non a caso, i primi effetti di Internet sono stati proprio un’enorme di domanda di semiconduttori – ha commentato Maloney – tuttavia, bisogna essere cauti in queste previsioni perché, senza la fibra e gli allacciamenti in rame che entrano nelle case, per favorire l’adozione della banda larga, l’industria dei semiconduttori resterà strozzata”. WiMax ha il potenziale per raggiungere milioni di utenti, troppo distanti dalle centrali telefoniche per i servizi Dsl. La specifica permette una velocità massima teorica di 28Mbps, anche se probabilmente la maggior parte delle aziende si fermerà a circa 10Mbps. Secondo Maloney, i servizi WiMax inizieranno nella prima metà del 2005 con antenne esterne agli edifici. Dal secondo semestre dello stesso anno, dovrebbero essere disponibili apparati in grado di permettere ai consumatori di utilizzare WiMax con antenne interne, mentre gli utenti mobili potrebbero accedere ai servizi entro il 2006. La maggior parte degli attuali fornitori di Dsl potranno offrire WiMax come opzione, poiché i margini sono alti in virtù del fatto che il costo di installazione è una frazione di quello della posa del cavo in rame o in fibra. Una volta disponibili le apparecchiature, secondo Maloney i tassi di crescita eguaglieranno quelli del Wi-Wi-Fi dal 1999.

Autore: ITespresso
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