Tra nuove cpu e sistemi operativi la scelta è ampia

Aziende

Gli indicatori di mercato per il settore dei server sono tutti positivi mentre il business si spacca tra la scelta delle cpu, dove Amd gioca un ruolo importante contro la rivale Intel, e Linux dove il pinguino comincia a erodere il mercato Windows.

Il mercato dei server nel 2003 ha registrato un fatturato di oltre 46 miliardi di dollari, secondo Gartner a livello mondiale, per lo più raggranellato da quattro produttori: Ibm, Hp, Dell e Sun. Se il mercato si è rivelato più dinamico di quanto previsto, è stata invece ampiamente confermata la vivacità dal punto di vista della tecnologia. Aumentano le potenzialità dei server, si diffondono tecnologie sempre più avanzate, in grado di rispondere alle esigenze di imprese che hanno bisogno di una elevata capacità di calcolo; nelle analisi degli esperti oramai, il comparto raggruppa non solo i sistemi Risc, Cisc ed Epic, ma anche quelli basati su tecnologia x86. è in forte espansione il processore a 64 bit e la ricerca sta andando avanti verso altre frontiere. è abbastanza ampia anche la diffusione del blade server, che rimangono comunque una parte marginale del mercato. Cresce il segmento dei server di fascia bassa, definiti volume server, ma, in controtendenza rispetto al 2002, buoni risultati sono stati raggiunti anche da quelli midrange e highrange. Il server sta sicuramente diventando una commodity, come avevano previsto alcuni analisti, anche perché è sempre più frequente aver bisogno di un computer centralizzato, in grado di gestire servizi per più pc collegati. Servizi sempre più complessi e numerosi, in base alla grandezza e alle esigenze della singola azienda.

Le aziende, dalle piccole alle grandi, sembra abbiano ripreso a investire. Una tendenza partita già nel terzo trimestre del 2003, che è stata confermata nel corso degli ultimi tre mesi. Secondo l’analista Gartner, l’intero anno ha registrato un fatturato di 46,1 miliardi di dollari globalmente. Un bel salto dopo un 2002 non certo rose e fiori. A dare la scossa più rilevante è stato proprio l’ultimo trimestre, in cui sono stati venduti quasi 1,6 milioni di pezzi con un incremento del 24,5% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. In testa il mercato statunitense, nel quale sono stati venduti oltre 653mila server contro i circa 527mila dell’area Emea. In quanto a processori, secondo Dataquest, i più venduti sono stati i server di fascia bassa dotati di due processori, per lo più Intel, ma anche Amd sta facendo la sua parte. Questa tendenza conferma la sempre maggiore richiesta di server economici, in grado di soddisfare imprese di piccole e medie dimensioni. Dal punto di vista dei produttori, i primi quattro restano Hp, Ibm, Dell e Sun. Con una Ibm in forte crescita, + 39%, a scapito di Hp e Sun. Secondo Dataquest, nel quarto trimestre 2003 Hp deteneva il 29% del mercato in termini di unità, contro il 20% di Dell, il 17,2% di Ibm e il 5,3% di Sun. Se si osserva il loro fatturato, al primo posto passa Ibm, seguita da Hp, Sun e Dell. Infatti, Big Blue ha decisamente puntato su sistemi di fascia alta, il cui prezzo, ovviamente, è più elevato. Considerando il 2003 nel suo complesso, Gartner Dataquest mette in evidenza le eccezionali prestazioni di Ibm e il decremento di Sun. Ibm ha raggiunto un fatturato di 14,8 miliardi di dollari con una crescita del 10%, mentre Sun Microsystems diminuisce del 15%, con un fatturato di 5,4 miliardi. La sua quota di mercato scende al di sotto del 12%. Anche Dell erode nuove quote di mercato, con un aumento del 22% del proprio fatturato. Come sistemi operativi, in decisa ascesa Linux e conferma della leadership di Unix, ancora in mano a Sun, seppure in calo, che detiene il 16% del fatturato, seguita da Hp. Linux, a conferma di tutte le previsioni, si sta sempre più affermando anche nelle fasce di server più alte, essendo ormai considerato un sistema affidabile e sicuro. Nel 2003 il suo fatturato è cresciuto del 63% secondo Dataquest, raggiungendo un valore di 950 milioni di dollari. Hewlett-Packard è il vendor che ha venduto il maggior numero di server Linux, con una quota del 27,5%, seguita da Ibm e da Dell, rispettivamente con il 21,1% e il 18%. Secondo gli analisti di Idc, il mercato dei server Linux continuerà a crescere e quest’anno in Europa si prevede possano essere venduti almeno 162mila unità con un fatturato di 621 milioni di dollari. Cifra che aumenterà vertiginosamente nei prossimi anni, tanto da raggiungere quasi i 2 miliardi di fatturato, equivalenti a 500mila unità vendute. Questa ascesa si avvale del forte contributo dei maggiori produttori, ormai pronti a offrire server Linux e relativo supporto.

L’analista Idc ha condotto una precisa analisi di quanto avvenuto nell’ultimo scorcio del 2003 in Europa, per capire meglio le tendenze del comparto. Nell’indagine si evidenzia come l’intero settore server, compreso il mercato x86, abbia raggiunto un fatturato di 4,2 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 17,5%. A contrastare l’incremento, nonostante il buon andamento delle vendite, il deprezzamento del dollaro, ma anche la forte spinta dei server di fascia bassa. Il segmento x86 cresce di oltre il 30% e si è rivelato come la maggior forza di spinta del mercato. Buone le prestazioni dei sistemi Epic, che crescono sia come unità vendute sia come fatturato. Unix non abbandona la propria posizione e si afferma ancora come un importante protagonista del comparto. Rispetto al terzo trimestre, nell’ultimo Unix ha guadagnato quote di mercato, Windows e NetWare hanno mantenuto le posizioni, mentre Linux ha registrato un leggero calo. Nel complesso dell’anno, però, tutti hanno incrementato le quote di vendita. Anche i blade server crescono significativamente, ma restano comunque una quota marginale, che nell’ultimo trimestre ha rappresentato il 4,4% delle unità vendute. In Europa i protagonisti del mercato sono cinque, perché ai quattro noti si aggiunge Fujitsu Siemens Computer, che nel quarto trimestre 2003 occupava il quarto posto con il 6% dell’intero fatturato. Al primo posto c’è Ibm, seguita da Hp e Sun Microsystems. Dell si posiziona al quinto posto con una percentuale di poco superiore al 5%. Come anche a livello mondiale, spicca l’eccezionale andamento di Ibm che conquista il 41% di quote di mercato, con una crescita di fatturato superiore al 30%. Anche Hp cresce rispetto al passato, grazie soprattutto ai server basati su Windows e conquista il primo posto in termini di pezzi venduti. Buono l’andamento sia di Fujitsu Siemens sia di Dell, mentre Sun registra un trimestre difficile con un fatturato in leggera flessione. Alcuni esperti imputano queste difficoltà all’azienda, che sembra non essere riuscita a capire bene i cambiamenti e le tendenze in atto.

Il mercato dei server basato su questi sistemi ha realizzato un fatturato di 2 miliardi e 721 milioni di dollari nel quarto trimestre 2003, con una crescita del 18%. è il secondo trimestre consecutivo positivo per questo segmento, conseguito grazie agli investimenti fatti dalle aziende proprio in quel periodo, dopo il congelamento dei primi mesi e l’avvio, finalmente, della sostituzione di vecchie macchine. Sequenzialmente in Europa Occidentale il mercato dei server ha conosciuto un’impressionante incremento sia del fatturato, superiore al 50%, sia di unità, con un amento di circa il 43%. Analizzando questo segmento, al primo posto troviamo Ibm con un fatturato equivalente a circa il 53%, seguita da Hp con il 20,8% e quindi Sun, Fujitsu Siemens e Gruppo Bull, con rispettivamente il 15,6%, 5,4% e 3,1%. Le performance di Ibm si spiegano con l’orientamento dell’azienda verso server di fascia alta, i cui prezzi determinano elevati fatturati. Sun, con i suoi oltre 20mila server venduti, mantiene la prima posizione come unità, ma vede calare il proprio fatturato, pari a 424 milioni di dollari. Da segnalare il risultato del vendor tedesco, Fujitsu Siemens, il quale nonostante il cambio del dollaro sfavorevole registra un aumento di fatturato del 15,5%. I server maggiormente richiesti sono quelli a volume, di fascia bassa, e quelli high end, la cui crescita nel trimestre è piuttosto elevata: circa il 27% nel primo caso e del 18,6% nel secondo. Mentre la fascia midrange aumenta solamente del 13%. Quasi la metà del fatturato è, per evidenti motivi, realizzato dalla fascia alta del mercato, seguita da quella media. Come sistemi operativi, Unix rimane quello più usato, con un incremento del 10% del fatturato, attestatosi a 1 miliardo e 563 milioni. Una quota che fa perdere un po’ di terreno a Unix, che oggi ha una share del 57,5% contro il 61,9% del 2002. Linux è il sistema operativo a maggior crescita, ma il suo fatturato, pari a 23 milioni di dollari, rappresenta appena lo 0,8% del totale. Crescono significativamente anche i sistemi Os390 e Os400 del 46% e del 22%, mentre si confermano come i sistemi più usati dopo Unix. L’architettura più usata resta la Risc che produce un fatturato di quasi 2 miliardi di dollari e rimane, non sorprendentemente, a detta degli esperti, la Cpu dominante del settore, anche se la sua quota di mercato è passata dal 74% al 70%. A trarne vantaggio sono state sia le cpu Cisc, sia le Epic. In particolare queste ultime, nonostante nel trimestre sia stato venduto il medesimo numero di pezzi del 2002, hanno generato un fatturato rilevante, equivalente a 21 milioni di dollari, contro i precedenti 12,7. Da segnalare anche la maggiore rilevanza dei server non rack ottimizzati che aumentano ulteriormente la loro diffusione, con una quota di mercato dell’84% e un fatturato di oltre due miliardi di dollari. Positivo l’andamento dei server rack ottimizzati, i quali detengono quasi il 16% di share, pari a un fatturato di circa 434 milioni. Resta marginale invece la quota dei blade server con 11mila unità vendute e una share dell’1%, sia come fatturato sia come pezzi.

L’indagine di Idc ci consente di approfondire meglio anche il discorso riguardante il mercato x86. La crescita è rilevante, tanto che nel trimestre ha raggiunto un fatturato di quasi un miliardo e mezzo, con circa 370mila unità vendute. Per ora, ma le cose potrebbero cambiare decisamente a partire da quest’anno, l’architettura più diffusa è ancora quella a 32 bit, ma la 64 bit è già presente e non ha intenzione di perdere alcuna opportunità. I protagonisti del comparto non sono cambiati. Sono i soliti noti: Hp, Dell e Ibm. Hp è decisamente in testa con una quota di mercato del 46% come unità, seguita a distanza da Dell con circa il 17% e quindi, quasi appaiata, Ibm con il 16,9%. Big Blue sta lentamente erodendo quote di mercato e insidiando la seconda posizione. Fujitsu Siemens è al quarto posto con il 10% di share, in leggero calo dopo un trimestre che si è rivelato un po’ fiacco. Osservando il fatturato, la classifica cambia leggermente, perché Ibm conquista il secondo posto, a scapito di Dell. Il sistema operativo più usato resta Windows, saldamente in testa come unità con oltre il 66% di share e un fatturato di circa 978 milioni di dollari, ulteriormente in crescita nell’ultimo trimestre 2003. Significativa la presenza di Linux che continua ad aumentare il suo peso, soprattutto in ambito corporate. In realtà nell’ultimo trimestre Linux ha perso qualcosa, a causa dell’arrivo di Windows 2003 e dell’uscita dei server entry level basati su Windows per le piccole e medie imprese. Stabili, invece, sia Unix sia NetWare, che mantengono le loro quote di mercato. L’architettura x86 a 32 bit è rappresentata per lo più da Intel, ma Amd certo non si perde d’animo. E ha già avviato importanti collaborazioni con i principali vendor, in attesa dell’uscita della prossima generazione di Opteron. Dell è fra questi e guarda con attenzione le mosse di Amd. A dominare la scena dal punto di vista costruttivo, nuovamente i server rack non ottimizzati con circa il 50% di market share. Il resto del mercato è coperto dai rack ottimizzati, mentre è marginale la quota dei blade server, che comunque continuano la loro progressiva crescita.

L’Europa Occidentale, grazie ai due ultimi trimestri del 2003, si è data finalmente una bella scossa e l’andamento economico generale, pur non essendo ancora positivo, sembra stia cambiando e in meglio. Certo la situazione mondiale non è delle più felici e il mercato statunitense, che rimane forza trainante per il vecchio continente, è ancora molto altalenante. Gli analisti comunque si aspettano un 2004 in crescita, con una ripresa ormai in fase avanzata. Il quarto trimestre 2003 è stato più che positivo e potrebbe aver dato il la per il rilancio anche nel corso del 2004. A frenare un po’ il tutto, il deprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro, e anche i budget delle aziende ancora molto risicati. Alcuni segnali fanno ben sperare, per esempio i molti progetti di information technology avviati dalle amministrazioni pubbliche per l’e-government. Questi, come la sanità e la supply chain, rimangono i settori maggiormente interessati dagli investimenti. Ma altri comparti, come quello finanziario, le banche, che hanno chiuso il 2003 positivamente, potrebbero avere un ruolo significativo. Un altro settore in piena attività, è quello delle telecomunicazioni. C’è ancora molta cautela comunque da parte delle imprese. I vendor, d’altro canto, hanno davanti un mercato ancora molto confuso e soprattutto competitivo. Siamo in fase di post recessione e probabilmente non è ancora del tutto finita; molte aziende risentono delle difficoltà registrate negli ultimi anni e stanno lentamente tornando a investire. I segnali ci sono, sostengono gli esperti, ci vuole però anche una buona dose di fiducia. Da parte di tutti.

Autore: ITespresso
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