Tra una causa e l’altra

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Sco prosegue la sua battaglia contro Ibm e chiede sempre di più. Microsoft si appella contro le decisioni antitrust dell’Unione Europea.

Il mondo dell’informatica da sicuramente un forte sostegno alla categoria degli avvocati. Numerose le cause attualmente in corso, tra cui spiccano quella di Sco contro Ibm e la controversia tra Microsoft e l’Unione Europea. Dopo aver chiesto e ottenuto parti del codice Unix a Ibm, in particolare il codice sorgente delle versioni Aix e Dynix/ptx, Sco ha recentemente presentato una ulteriore richiesta. Non basta quanto acquisito, sostiene Sco, per dimostrare che Ibm ha violato il contratto; la multinazionale deve consegnare il codice intero di Unix. Il che significa il codice sorgente alla base di tutte le versioni intermedie del software e i relativi tool di programmazione. Non vi è per ora alcuna dichiarazione da parte di Ibm. Microsoft, invece, dopo aver subito la condanna dell’Unione Europea, che le ha comminato una multa di 497milioni di euro, ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza. Nell’appello, Microsoft chiede la sospensione di alcune decisioni della Commissione Ue, in particolare la multinazionale chiede l’annullamento della richiesta di separare Windows media player dal sistema operativo Windows e di condividere le informazioni per garantire una concorrenza più leale con gli altri produttori di server. La sentenza dell’Unione Europea, emessa lo scorso 24 marzo, dava a Microsoft 90 giorni per provvedere alla separazione di Windows media player da proprio sistema operativo.

Autore: ITespresso
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