Tracciabilità e regole europee

Aziende

Dal prossimo gennaio entrerà in vigore il regolamento CE n.178/2002 che introducenuove norme in materia di sicurezza alimentare.

Il regolamento CE n.178/2002 del 28 gennaio 2002, che fissa procedure nel settore della sicurezza alimentare, entrerà in vigore dall’inizio dell’anno prossimo. Per adeguarsi alle nuove norme, le aziende dell’area agroalimentare dovranno affrontare il problema della tracciabilità di filiera, procedura che consiste nell’identificazione delle imprese che hanno contribuito alla preparazione di un prodotto alimentare. Per aiutare gli operatori del settore ad affrontare le nuove regole, Deloitte, Altavia ed Et.Ts Enterprise Technologies hanno organizzato un seminario sull’argomento. “Ci sono difficoltà che influiscono sulla velocità di adozione di sistemi e procedure per la gestione della tracciabilità”, ha spiegato Angelo Rizzo, senior manager di Deloitte. Il primo ostacolo è rappresentato dall’ambiguità delle normative, che non danno regole specifiche sulla tracciabilità. Questa situazione, che crea dubbi e insicurezze, potrebbe comportare un aumento del rischio di costi e sanzioni rilevanti dopo l’entrata in vigore delle norme stesse. Il secondo problema è costituito dalla diffidenza nella gestione dei dati sensibili: ogni attore della filiera nutre molte perplessità sul fatto di mettere a disposizione i propri dati, c’è il timore che fornendo informazioni all’azienda capofiliera si faccia in realtà il gioco dei competitor. Per questo si stanno anche proponendo modelli di gestione delle informazioni terziarizzati, esterni alla filiera. La terza difficoltà sta nella mancanza di un unico standard nella comunicazione e gestione delle informazioni. A livello logistico si sta affermando lo standard Ean/Ucc (European article number/Uniform code council) 128, sistema per la codifica dei prodotti condiviso a livello internazionale,mentre si attende l’introduzione di nuove tecnologie abilitanti (Rfid – Radio frequency identification). I problemi maggiori esistono nei confronti dei piccoli attori padronali/familiari del settore, spesso non ancora adeguatamente informatizzati. L’ultima problematica risiede nell’assenza di un modello di mercato: se da un lato potrebbe esserci il tentativo di demandare il costo e la gestione agli anelli della filiera con minor peso, dall’altra manca un trend definito di modello di gestione delle informazioni. In questo contesto potrebbero trarne vantaggio i grandi player, che stanno iniziando ad affrontare la situazione cercando di coglierne le opportunità, andando oltre le esigenze normative. In particolare, i fornitori che riusciranno a garantire i requisiti di tracciabilità e sicurezza alimentare conquisteranno quote di mercato. Le prime applicazioni pratiche ed efficaci di sistemi di tracciabilità aziendale e di filiera potrebbero influenzare i requisiti normativi di dettaglio; di conseguenza, i ‘first mover’acquisiranno vantaggi competitivi. Sistemi di tracciabilità aperti al consumatore potranno diventare, inoltre, efficaci strumenti di marketing e di fidelizzazione, fornendo risposte al fabbisogno di sicurezza e trasparenza richiesto dall’acquirente. Senza contare che potrebbero essere emanate agevolazioni a favore dei prodotti tracciati e certificati.

Sono state istituite, intanto, tavole rotonde e gruppi di lavoro per redigere proposte di interpretazione della normativa da sottoporre all’attenzione del governo,mentre è stata prevista l’emissione di linee guida a livello nazionale che dovrebbero essere recepite da successive normative in ambito regionale. I gruppi di lavoro sono stati costituiti per diversi settori (come fresco, secchi…) e con differenti attori (produttori, distributori, operatori logistici) per verificare le normative con l’obiettivo di condividere una modalità di realizzazione efficace. L’intenzione è di definire un approccio alla gestione compatibile con i diversi tipi di business, limitando i costi di adozione di sistemi e procedure per garantire la tracciabilità, prevedendo un adeguamento per fasi, sfruttando infrastrutture e modalità operative esistenti. L’attenzione è rivolta particolarmente alla gestione delle informazioni minime da prendere in considerazione. A livello di tracciabilità interna all’azienda non c’è, al momento, un solo modello di riferimento, anche a causa delle differenti tipologie di prodotti rese disponibili. A volte la tracciabilità è interpretata solo nella direzione dell’individuazione di fornitori e clienti. La tracciabilità esterna, invece, è focalizzata sugli aspetti logistici: l’etichettazione e identificazione delle unità logistiche, l’individuazione di documenti di spedizione e l’utilizzazione di messaggi elettronici sono tra i principali elementi presi in considerazione.

Ma quali sono i vantaggi dell’adozione di soluzioni per la tracciabilità di filiera? Secondo Gianfranco Giannerini, responsabile prodotto di Altavia, un vantaggio è costituito dalla visibilità, in quanto la rappresentazione della filiera in forma continua rende accessibili via Web tutti i dati agli operatori autorizzati.Un altro elemento positivo è rappresentato dalla possibilità di controllare il percorso del prodotto dal consumatore al produttore: partendo da una confezione, un prodotto o qualsiasi lotto sono individuabili via Web tutti i passaggi compiuti, fino all’identificazione del produttore iniziale. In termini di sicurezza, i processi di autorizzazione sono centralizzati e nessun operatore periferico ha accesso alle funzionalità di gestione del sistema. La rintracciabilità è regolata in base al tipo di accesso: utente esterno o interno alla filiera. Un ulteriore aspetto favorevole è rappresentato dall’accuratezza con cui ogni evento, legato alle fasi di produzione o di distribuzione, è registrato. Un ultimo vantaggio sta nella flessibilità garantita lungo tutti i passaggi di tracciabilità della catena alimentare, indipendentemente dal numero di step e operatori di cui sono composti. Per rispondere alle esigenze imposte dal regolamento n.178 dell’Unione europea, Deloitte, Altavia ed Et.Ts hanno realizzato in collaborazione la soluzione Transparent Quality, con l’obiettivo di fornire alle aziende interessate un prodotto capace di rispondere a tutte le necessità di tracciabilità, che permetta di trasmettere ai consumatori un’immagine di trasparenza, efficienza e garanzia. La parte strategica della soluzione, di disegno dei processi e project management, è curata da Deloitte. Altavia si occupa, invece, dell’implementazione delle interconnessioni Web sulla filiera esterna,mentre Et.Ts realizza lo sviluppo e l’implementazione del frame work Transparent Tracking, piattaforma applicativa e tecnologica che supporta la metodologia progettuale di Trasparent Quality, con lo scopo di armonizzare e valorizzare le conoscenze e le competenze sui processi interni ed esterni delle aziende agroalimentari. Il sistema di tracciabilità integrato è una piattaforma tecnologica Web attraverso cui aggregare le informazioni provenienti dai singoli sotto-sistemi aziendali o dalle procedure di controllo manuali in essere e renderli disponibili ai fini della rintracciabilità. I moduli applicativi di Transparent Quality sono i seguenti: Supply chain – tracking, che permette di aggregare i dati provenienti dai diversi componenti della filiera;Web – Tracking, che serve per strutturare il sito aziendale con un’area pubblica e una privata; Production – Tracking, che consente di riunire i dati di produzione provenienti dai sotto moduli che li compongono sotto forma di lotto; Utilities, che permette di raccogliere i dati necessari a calcolare efficienza e redditività dei processi produttivi; Connectors, che ha il compito di aggregare i dati provenienti dai vari sistemi informativi aziendali.

Autore: ITespresso
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