Transazioni digitali finalmente sicure?

Sicurezza

La pratica e gli strumenti del commercio elettronico sono ancora frenati da
numerosi fattori

Il rallentamento dello sviluppo delle transazioni online, della circolazione della moneta digitale, dei servizi di home banking offerti dalla banche ai propri clienti per effettuare transazioni da casa, sono influenzati dal timore di perdere il proprio denaro o di subire il furto di dati riservati, ad esempio quelli relativi al proprio conto corrente o alla carta di credito utilizzata per transazioni sulla rete . Il timore non è infondato e, soprattutto in questo periodo, il fenomeno del phishing evidenzia come fra i settori che corrono i rischi maggiori sul versante della sicurezza si trova, in posizione preminente, quello bancario. Se da un lato si può osservare che la carta di credito è lo strumento di pagamento più utilizzato per le transazioni economiche sul web, è anche quello più esposto al rischio di possibili truffe. Al riguardo, comunque, recenti studi hanno evidenziato un tasso di frode nel suo utilizzo che oscilla fra l’8 ed il 9 per mille a fronte di una percentuale di utilizzo pari al 98,5% delle transazioni on line (fonte http://www.epaynews.com/archive ).

Come proteggersi

Sia gli utenti, sia i Service Provider possono svolgere un ruolo attivo per la promozione della sicurezza di tutto il sistema e l’interesse è evidente: tutti, sia gli acquirenti sia i venditori, sono potenziali vittime di attività truffaldine. Ecco quindi che dalla parte del venditore possono essere adottate alcune semplici regole per cercare di garantire la maggior sicurezza possibile a qualsiasi transazione:

– Richiedere che i form contengano il maggior numero di dettagli verificabili del contraente (indirizzo, telefono, ecc.) compatibilmente con il tipo ed il valore della transazione; – Ammettere la possibilità di una verifica / conferma off line dell’ordine. – Diffidare da ordini provenienti da soggetti che hanno fornito indicazioni palesemente fittizie ovvero esclusivamente provenienti da account di posta elettronica gratuiti; – Ammettere, per gli ordini di un certo importo, modalità di pagamento differenziate o frazionate; – Prevedere, soprattutto per la compravendita di software complessi, la spedizione differita dei codici di attivazione da effettuarsi dopo il pagamento.

Anche l’acquirente da parte sua può adottare alcune regole che congiuntamente a quelle eventualmente adottate dal venditore possono rinforzare ulteriormente la sicurezza del processo di acquisto:

– Verificare l’attendibilità del venditore anche per relationem; – Privilegiare le aziende che utilizzano protocolli di sicurezza; – Privilegiare le aziende certificate; – Diffidare da offerte pubblicate su siti creati in spazi gratuiti o su pagine non immediatamente raggiungibili ovvero pubblicizzate con un tamtam esclusivamente all’interno di newsgroup; – Evitare di affidare i propri dati (personali, di documenti o di carta di credito) a sistemi che lo richiedono asseritamene al fine esclusivo di verifica della maggiore età (visione di immagini per soli adulti, accesso a siti dal contenuto non adatto ai minori, ecc.); – Evitare di tenere dati personali di documenti o di carta di credito memorizzati in computer connessi ad Internet o che presentano condivisioni delle memorie di massa, – Abilitare il browser alla ricezione di notifiche dei messaggi di sicurezza; – Tenere una stampa dell’ordine effettuato e dei dati introdotti.

Conclusioni

Il commercio elettronico così diffuso negli Stati Uniti trova ancora nel nostro e in altri paesi europei, difficoltà ad affermarsi. L’introduzione delle carte elettroniche prepagate ha migliorato la situazione, anche se il fenomeno dell’acquisto online continua a essere frenato da un ?timore di fondo’. Il timore non è del tutto infondato se si vanno ad analizzare alcuni dei dati forniti dalla sezione informatica della Polizia di Stato. Nel quadriennio 2001-2005 infatti le truffe hanno registrato un aumento del 69,6% che le porta quasi a raddoppiare la propria incidenza sul totale generale dei delitti. Il fenomeno anche per la Polizia Statale sembra sia legato, in buona parte, allo sviluppo del commercio elettronico che ha aperto nuovi orizzonti a questo tipo di attività criminale. Lo scenario non deve comunque essere condiderato così drammatico ed è possibile avvalersi di tutte le agevolazioni offerte da commercio online, affiancando all’utilizzo delle carte di credito prepagate alcune semplici regole comportamentali. Queste regole, eventualmente condivise anche dai fornitori di servizi potrebbero sicuramente contribuire ad aumentare la fiducia dell’utente verso le transazioni commerciali elettroniche.

Autore: ITespresso
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