Trasferisco il disco!

Management

Ecco come "incidere" su CD il contenuto di un disco in vinile.

La magia del vinile, dicono, è irripetibile. E non si può dar loro tutti i torti. Un vecchio long-playing è un oggetto pieno di fascino e di storia, a cominciare dalla copertina, grande come un quadro, spesso apribile per leggere i testi, niente di paragonabile al bigliettino incluso nei CD di oggi, pieno di scritte a caratteri minuscoli come il foglietto illustrativo di un medicinale. Ascoltare un disco è un vero è proprio rituale: si deve manipolare con attenzione il fragile e ingombrante oggetto di plastica nera, sfrigolante per l’elettricità statica accumulata, posarlo delicatamente sul piatto, calare il braccio della puntina rigorosamente nel punto giusto, e poi ascoltare il suono attraverso la sottile barriera di fruscii che anche il più sofisticato degli impianti non può eliminare del tutto. Tanto fascino, certo, ma inevitabilmente legato al passato. Il CD sarà molto meno affascinante e prosaico, ma è molto più comodo. Chi ha nostalgia della propria musica su vinile, prima o poi, giunge all’inevitabile conclusione: se voglio continuare ad ascoltarla, devo trasferirla su CD. L’esigenza è talmente sentita che sono nati numerosi programmi espressamente concepiti per questo scopo. E in questo articolo vi insegneremo a usarne uno. I programmi a disposizione Prima di scegliere a quale marchio affidarci, dobbiamo decidere se preferiamo una soluzione unicamente software o una che comprenda anche l’hardware. Infatti, il segnale in uscita da un giradischi è decisamente troppo debole per poter essere colto dalla scheda audio di un computer senza disturbi e distorsioni, ed è quindi necessario preamplificarlo. Una possibilità è quella di utilizzare a questo scopo l’amplificatore del proprio impianto stereo, il che consente di risparmiare la spesa per l’hardware, ma richiede di muovere non solo il giradischi, ma anche l’amplificatore vicino al computer. L’alternativa è comprare una confezione che unisca al software anche un piccolo preamplificatore portatile, collegabile al computer tramite la porta USB, soluzione più costosa ma di maggiore comodità (particolarmente se si usa un computer portatile), in quanto annulla persino la necessità di avere una scheda audio sul computer. Tra le soluzioni puramente software, la scelta è essenzialmente tra Magix Audio Cleanic e Steinberg Clean, oggi distribuito da Pinnacle. Audio Cleanic è un programma estremamente intuitivo, che limita le scelte dell’utente all’essenziale e lo guida in modo lineare attraverso tutte le fasi della procedura. Clean, dal canto suo, è decisamente meno immediato, ma possiede numerose capacità in più, consentendo non solo di “ripulire” dai disturbi la registrazione, ma anche di effettuare numerose altre operazioni volte ad abbellire il suono. Se si desidera una soluzione hardware, è disponibile Pinnacle Clean Plus, il cui software è esattamente identico a Clean, ma che include anche un preamplificatore USB. L’alternativa è Terratec Phono Preamp, il preamplificatore proposto da Terratec che include anche il software semplice e intuitivo che ne consente l’uso. In questo articolo prenderemo come esempio Pinnacle Clean.

Autore: ITespresso
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