Tre Italia (H3G) e Wind, negoziati in fase avanzata

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Trattative in fase avanzata per la fusione fra H3G e Wind
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A Londra entrano nel vivo le trattative in merito alla fusione fra Hutchison Whampoa (H3G) del magnate Li Kashing e Wind

A Londra entrano nel vivo le trattative in merito alla fusione fra Hutchison Whampoa (H3G) del magnate Li Kashing e Wind. I negoziati, secondo il Financial Times (FT), sono in fase avanzata. In base all’intesa, Tre Italia (H3G) potrebbe controllare il 51% della nuova società, mentre il gruppo russo Vimpelcom manterrebbe la minoranza, il restante 49%.

Trattative in fase avanzata per la fusione fra H3G e Wind
Trattative in fase avanzata per la fusione fra H3G e Wind

La società cinese della controllata H3G vorrebbe accelerare il consolidamento delle proprie attività europee, mentre i russi di Vimpelcom, che hanno acquisito Wind nel 2010, avrebbero finalmente le carte in regola per mettere a posto i conti, in rosso da lungo tempo.

Anche il titolo di Telecom Italia è sugli scudi, sulle ali delle indiscrezioni. In Italia sono troppi quattro operatori mobili in un mercato saturo e dove la pressione degli Over-the-top (Ott) pesa, mentre i profitti sono in caduta libera (a causa della popolarità di apps quali Whatsapp, Skype, Facebook Messenger eccetera). L’ipotesi di fusione nel mobile viene vista di buon occhio dal mercato, dal momento che ridurrebbe la feroce competizione sui prezzi permettendo a tutti gli operatori in gara di migliorare i conti. Conti che non tornano, a causa della recessione e della diffusione delle apps di messaggistica mobile.

Il matrimonio fra Wind e 3 Italia sembra giunto al rush finale. Ecco i numeri in gioco: se la fusione, di cui si parla da mesi, andrà a buon fine, potrebbe nascere il terzo polo di telefonia mobile in Italia con 33 milioni di clienti e 7 miliardi di euro ricavi.

Ma a ostacolare l’intesa, finora, è stato il profondo rosso di Wind, un debito pari a 9,5 miliardi di euro, seppur rifinanziato la scorsa primavera. In precedenza, l’intesa era sfumata, a causa di alcuni problemi riguardanti la valutazione delle due società e la futura governance: pare che i russi diVimpelcom volessero una fusione fra pari: una joint venture al 50/50.

Dall’ultimo report di Cisco, sul Mobile in Italia, risulta che nel nostro Paese il traffico dati mobile si moltiplicherà per otto dal 2014 al 2019: più che nel resto d’Europa, dove invece la crescita è prevista in rialzo di sette volte. Il traffico dati Mobile crescerà del 50% all’anno: entro il 2019 ogni italiano avrà tre dispositivi mobili, uno in più rispetto ai due posseduti nel 2014.

In Italia, il traffico 4G registrerà un incremento di 44 volte tra il 2014 e il 2019, con un tasso di crescita annuo medio del 113%, rispetto a una crescita europea di 19 volte (e un tasso medio dell’80% l’anno). Le connessioni 4G in Italia erano il 2% del totale delle connessioni mobile nel 2014 e rappresentavano il 14% del traffico dati con un distacco rispetto alla media europea del 10% che costituisce il 31.3% delle connessioni totali. Ma arriveranno al 32% del totale delle connessioni mobili, ovvero al 77% del traffico mobile complessivo e al 38.2% in Europa.

I tempi del consolidamento delle Telco sembrano maturi anche in Italia. Il risiko è ripartito dal Regno Unito, dove BT ha acquisito l’operatore mobile EE per 19 miliardi di dollari. In UK, la spagnola Telefonica ha avviato negoziati per vendere O2 al miliardario di Hong Kong, Li Ka-shing, di Hutchison Whampoa. O2 e Tre vorrebbero fondersi per creare un operatore con più di 30 milioni di utenti.

In Europa, invece, l’azzeramento del roaming è slittato al 2018. Nel frattempo, si pensa già al 5G, la prossimo frontiera tecnologica delle Telco.

UPDATE ore 13.00: Wind ha dichiarato che lancerà bond senior secured da 600 milioni di euro per rifinanziarsi dopo la cessione delle torri. Lo riporta Thomson Reuters.

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