Tre suggerimenti targati Ocse per l’e-commerce

E-commerceMarketing
Tre suggerimenti targati Ocse per l'e-commerce
2 11 Non ci sono commenti

Oggi il commercio elettronico sfiora il 7% in Europa ed l’11% negli Stati Uniti. Ecco le nuove raccomandazioni per valorizzare la fiducia dei consumatori

L’e-commerce italiano vale quasi 17 miliardi di euro, ma si può fare di più, visto che la metà delle persone in tutto il mondo OCSE ha effettuato un acquisto sul Web nel 2014. L’Ocse ha pubblicato la “Raccomandazione sul Commercio Elettronico”, mettendo in risalto tre indicazioni per valorizzare la fiducia dei consumatori anche nell’era delle “apps gratis” e degli scambi Peer-to-peer fra utenti.

Tre suggerimenti targati Ocse per l'e-commerce
Tre suggerimenti targati Ocse per l’e-commerce

1) Bisogna tutelare la privacy e rafforzare la sicurezza.

2) Oggi le transazioni sono molteplici e diversificate: ci sono quelle “non monetarie” in cui la gratuità è di fatto scambiata con dati ed informazioni personali; le transazioni consumer-to-consumer; la diffisione dell’m-commerce, in cui le informazioni da fornire ai consumatori devono apparire anche su schermi ridotti; la privacy e la sicurezza, soprattutto in transazioni B-2-c; il ruolo che possono ricoprire le Autorità di tutela dei consumatori.

3) È necessario potenziare il rispetto dei dati personali adottando misure di sicurezza contro violazioni e cyber-attacchi. I consumatori devono ricevere informazioni corrette per scegliere in maniera consapevole, per evitare rischi che spaziano dal furto di identità ai pagamenti online.

L’Ocse rilasciò la prima raccomandazione, quando il commercio elettronico sfiorava l’1% della vendita al dettaglio, per superare – in tre lustri – il 7% in Europa ed l’11% negli Stati Uniti. I nuovi suggerimenti vanno dunque seguiti con attenzione, per scommettere sull’e-commerce senza disperdere la fiducia dei consumatori.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore