Tregua fra Microsoft e Red Hat in nome della virtualizzazione

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L’accordo fra i due ex nemici non ricalca lo storico patto fra Microsoft e Novell. Qui non si parla di brevetti, ma solo di tecnologie: interoperabilità e mutuo supporto alla virtualizzazione. VMware sotto attacco?

Microsoft e Red Hat si mettono d’accordo, dopo anni di schermaglie e accese rivalità. L’intesa fra i due ex nemici non ricalca lo storico patto fra Microsoft e Novell , basato sui brevetti. Nell’accordo fra Microsoft e Red Hat non ci sono brevetti di mezzo: come è noto, da anni Microsoft accusa Linux di violare suoi brevetti, mentre il mondo Linux ha sempre rigettato sdegnosamente l’accusa.

La tregua fra Microsoft e Red Hat avviene, invece, nel nome dell’interoperabilità e del mutuo supporto alla virtualizzazione.

In base all’accordo, Red Hat e Microsoft si sono messi d’accordo per costruire una migliore interoperabilità fra le loro piattaforme di virtualizzazione e per offrire un supporto tecnico co-ordinato.

Red Hat validerà i Windows guest da essere supportati su Red Hat Enterprise Server , mentre Microsoft convaliderà i Red Hat Enterprise Linux guest da essere supportati sulla piattaforma Windows Server con la tecnologia di Microsoft Hyper-V .

Una volta completata la validazione, gli utenti sotto accordo di supporto tecnico, potranno ricevere supporto tecnico co-ordinato per entrambe le virtual machine Windows che girano su Red Hat, e viceversa (Red Hat Linux che gira su Windows Server 2008 e Hyper-V Server).

Poiché Windows e Linux sono le due piattaforme più comuni nei datacentre, l’accordo dovrebbe semplificare la vita e il lavoro alle grandi aziende in cerca di ampliare l’uso della virtualizzazione.

Secondo alcuni esperti del settore, l’accordo fra Microsoft e Red Hat ha nel mirino VMware, l’attuale numero uno del mercato virtualizzazione.

Autore: ITespresso
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