Truffa telematica ai danni del Ministero dell’Istruzione e delle Poste

CyberwarSicurezza

Spariscono 13 milioni di euro dal conto online aperto presso Poste Italiane. Le Poste sono nella bufera e si difendono contro le accuse di scarsa sicurezza. Anche Adiconsum chiede alle banche più sicurezza online

Poste Italiane sono nella bufera. Hacker o basisti interni avrebbero compiuto un colpo grosso a un conto online aperto dal Ministero dell’Istruzione presso Poste Italiane .

Sono spariti 13 milioni e centomila euro da un conto e sarebbero finiti sul conto corrente intestato all’ “Egyptians for Investment and tourism” presso la National Bank of Egypt del Cairo.

Il conto dei truffatori è già stato bloccato. Sono accusati della maxi frode online personaggi legati ad altre inchieste sul riciclaggio della ‘ndrangheta.

Le Poste, già bersaglio del phishing da anni, ora sono costrette a difendersi dalle accuse di insicurezza dei conti online. La truffa è infatti telematica,

ma secondo Poste italiane la truffa non sarebbe avvenuta via Internet. In attesa che le indagini facciano luce sul giallo, il contenzioso tra il ministero e le Poste italiane è aperto. E la sicurezza online torna sul banco degli imputati.

A proposito del maxifurto l’associazione dei consumatori Adiconsum chiede alle banche più sicurezza online. Paolo Landi di Adiconsum aggiunge: “Il furto subito dal Ministero dell’Istruzione deve indurre le banche a rendere più sicuri i conti correnti on line. La logon e la password da sole non bastano. I consumatori, il cui conto on line, è a rischio pretendano l’adeguamento della propria banca a sistemi più sicuri o cambino banca”. Lo sconcertante furto telematico subito dal Ministero dell’Istruzione, nella sua gravità, ha dimostrato come la sicurezza informatica, per usare le stesse parole del ministro Fioroni, delle barriere di controllo e dell’accesso ai conti correnti, sia spesso fallace. Sono certamente p iù sicuri i conti con accesso mediante “on time password”, legati a dispositivi “fisici” (tipo chiavette) in mancanza dei quali diventa teoricamente impossibile accedere al conto. Adiconsum invita i consumatori il cui accesso al conto corrente on-line non è sicuro a sollecitare le banche ad adeguarsi a tecnologie più sicure, ovvero valutino la possibilità di rivolgersi a banche che già adottano sistemi avanzati di sicurezza.

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