Turismo online, la UE chiede più rispetto dei diritti dei consumatori

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La Commissione Europea chiede più tutele per i consumatori dei siti Web, dopo l'indagine a tappeto svolta l'anno scorso sul turismo online
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La Commissione Europea chiede più tutele per i consumatori dei siti Web, dopo l’indagine a tappeto svolta l’anno scorso. Nel 2013 sono stati controllati 552 siti web di viaggi

Nel 2012, il 32% dei consumatori europei con accesso alla Rete ha prenotato tramite web biglietti aerei o soggiorni in albergo (fonte: Eurostat).  Viaggi e il turismo, insieme ai settori connessi, valgono circa il 10% al PIL dell’UE. “Tra gli utenti di Internet nell’Unione europea, uno su tre prenota i suoi viaggi e i suoi soggiorni online”: bisogna che le prenotazioni diventino sicure e affidabili. “Grazie agli sforzi congiunti degli Stati membri e della Commissione, il 62% dei 552 siti web di viaggi controllati rispetta adesso la legislazione dell’UE in materia di protezione dei consumatori. Non sarò soddisfatto fino a che i diritti dei consumatori non saranno rispettati pienamente e cercherò di utilizzare le strutture esistenti per raggiungere questo obiettivo“, ha commentato Neven Mimica, Commissario UE per la politica dei consumatori. La Commissione Europea ha svolto un’indagine esecutiva per verificare la tutela dei diritti dei consumatori sui siti web di viaggi. Il risultato dell’indagine a tappeto, effettuata con lo scopo di individuare le violazioni delle norme a tutela dei consumatori, è stata coordinata dalla Commissione europea ed eseguita in simultanea dalle autorità nazionali, impegnate nello sforzo di far rispettare la normativa in base alle disposizioni del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori. L’indagine, la 7a indagine a tappeto dal 2007, è stata svolta in 27 Stati membri dell’UE per intervenire per assicurarne il rispetto, dopo che le autorità nazionali, nell’estate del 2013, hanno controllato in totale 552 siti web che vendono viaggi aerei e sistemazioni in albergo, sia di operatori che di intermediari del settore.

La Commissione Europea chiede più tutele per i consumatori dei siti Web, dopo l'indagine a tappeto svolta l'anno scorso sul turismo online
La Commissione Europea chiede più tutele per i consumatori dei siti Web, dopo l’indagine a tappeto svolta l’anno scorso sul turismo online

Su 552 siti web di viaggi, è emerso che ben 382 dei siti esaminati non rispettavano il diritto europeo in tema di tutela dei consumatori. Lo sforzo per rispettare la legislazione vigente ha migliorato la situazione: la quota dei siti web controllati e conformi al diritto in materia ha registrato un incremento del 62%. “Il restante 38% può attendersi di essere oggetto di ulteriori provvedimenti, visto che le autorità europee continuano ad operare per garantire che i diritti dei consumatori siano pienamente rispettati” spiega la nota della Commissione europea.

Come sono stati svolti i controlli

I controlli consistevano nel verificare: che le informazioni sulle caratteristiche dei servizi fossero facilmente accessibili; se il prezzo veniva indicato tempestivamente e se comprendeva supplementi opzionali; se erano presenti gli indirizzi di posta elettronica a cui rivolgersi per domande e reclami; se prima dell’acquisto risultavano consultabili i termini e le condizioni; se erano scritti in modo semplice e chiaro.

I principali problemi individuati

I problemi riscontrati sono di varia natura:

– assenza di informazioni obbligatorie relative all’identità dell’operatore, in particolare l’indirizzo di posta elettronica (i consumatori non disponevano di un efficace canale di comunicazione su 162 siti, pari al 30% del totale, non fornivano tali informazioni);

– assenza di istruzioni chiare ed esplicite su come effettuare un reclamo (157 siti pari al 28% erano privi di tali istruzioni);

– alcuni supplementi opzionali a pagamento, come le commissioni sui bagagli, i premi assicurativi o l’imbarco prioritario, non erano facoltativi (in 133 casi pari al 24% del totale);

– il prezzo complessivo del servizio non era indicato immediatamente quando venivano visualizzati gli elementi principali della prenotazione (su 112 siti, pari al 20% del totale, erano privi di tale indicazione).

I procedimenti amministrativi o giudiziari continueranno per i 209 siti web che non sono ancora conformi alla normativa. “Alcune pratiche del settore dei viaggi, inoltre, sono ancora sotto esame.”

Autore: ITespresso
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