Tutti contro Uber

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Il tribunale italiano assolve Uber
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Dalla California al Brasile fino all’India, si allunga l’elenco degli Stati che mette i bastoni fra le ruote del servizio di auto noleggio con autista Uber

Gli ostacoli legali e le difficoltà normative aumentano e si propagano su scala globale. Dalla California al Brasile fino all’India, si allunga l’elenco degli Stati che mette i bastoni fra le ruote del servizio di auto noleggio con autista Uber. L’app mobile ha attirato gli strali dei giudici di San Francisco e Los Angeles: Uber è accusata di aver falsificato le assicurazioni per il trasporto passeggeri. Un tribunale spagnolo ha messo al bando il servizio di auto noleggio con autista. In Oregon Uber è stata accusata di violare la legislazione locale, a Rio de Janeiro (Brasile) il servizio è stato dichiarato illegale e perfino la tollerante Olanda ha fermato UberPop. L’“ubermentum” sta svanendo? Vediamo.

La valutazione di Uber era salita oltre i 41 miliardi di dollari: ma se il servizio è “low-cost perché non selezione gli autisti (lo stupro in India ha giustamente destato scandalo), non assicura i passeggeri, il vantaggio risulta non sostenibile e la valutazione è destinata a collassare” ha spiegato Erik Gordon, insegnante alla Ross School of Business presso l’Università del Michigan.

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Nell’ultima raccolta fondi, Uber ha incassato 1.2 miliardi di dollari di investimenti. La valutazione dell’azienda di auto noleggio di San Francisco raddoppia rispetto a giugno, quando la promettente startup veniva valutato 17 miliardi di dollari. Il servizio che sfida i taxi, infatti, adesso vale 40 miliardi di dollari.

Uber ha fatturato 10 miliardi di dollari di guadagni all’anno: l’app per iPhone, Windows Phone e Android ha impiegato solo 5 anni – la metà di tempo di Facebook – per raggiungere un giro d’affari così consistente.<

Autore: ITespresso
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