Tutti in rete senza fatica

Sistemi OperativiWorkspace

Collegare in rete locale tutti i Pc di casa o dell’ufficio non è più
un’impresa riservata agli specialisti.

Realizzare una piccola rete locale è facile, divertente e utile. Con la discesa dei prezzi delle schede Lan (Local Area Network) di tipo cablato oppure wireless non ci sono scuse per rimandare il lavoro: quando tutti i Pc di casa o dell’ufficio sono collegati tra loro, finiscono le lotte per accedere alla connessione Internet e alla stampante nuova, e i dischi fissi si possono condividere tra tutti i Pc. Dopo aver stabilito quali Pc vanno equipaggiati di scheda senza fili Wi-Fi e quali invece si collegheranno con un cavo tradizionale, il passo successivo per costruire la rete è la scelta del punto dove collocare la “centralina” che smista i segnali. La posizione ideale è quella che minimizza la somma delle distanze tra centralina e ciascuno dei Pc. Questo principio è valido sia per le connessioni wireless sia per quelle cablate, ma con una differenza. Nel caso della connessione radio la centralina prende il nome tecnico di access point. La distanza tra access point e ciascun Pc si può misurare in linea d’aria, tenendo conto del fatto che il segnale radio attraversa facilmente i muri interni (con leggera attenuazione), passa attraverso un singolo soffitto o pavimento, è bloccato quasi del tutto da cemento armato e arredi in ferro, e viene disturbato dal passaggio di persone interposte tra l’access point e la scheda Wi-Fi del computer. L’access point va quindi posato in alto, magari addirittura fissato al soffitto. Negli uffici bisogna evitare di collocarlo nello spazio tra soffitto e controsoffitto, che è regolato da norme antincendio. Per mimetizzare l’access point nell’arredo è possibile chiuderlo in una scatola di cartone o plastica (per esempio un imballaggio o un finto libro) da collocare su uno scaffale. Tutti gli access point hanno anche una presa di rete RJ45, che si usa quando è necessario collegarlo anche a computer o router di tipo cablato. In questi casi si può eliminare il cavo di alimentazione e portare all’access point solo il cavo di rete locale. Il trucco sfrutta una coppia di speciali adattatori a Y da acquistare a parte: uno degli adattatori si collega all’alimentatore a spina dell’access point e inserisce la tensione nella coppia centrale (blu/bianco) del cavo. Il cavo arriva quindi al secondo adattatore, vicino all’access point, dove la tensione viene estratta e applicata al connettore di alimentazione; si sfrutta il fatto che i contatti della coppia blu/bianca non siano usati dal jack RJ45 dei normali access point. Alcuni costosi access point per uso professionale, dove sono importanti affidabilità e sicurezza elettrica, supportano una soluzione di cablaggio migliore chiamata PoE (Power on Ethernet, standard 802.3af): se non vengono collegati a un alimentatore autonomo convenzionale, prelevano la tensione di alimentazione direttamente dal jack. È possibile ordinare uno speciale alimentatore PoE (anche per montaggio in rack) che si collega allo switch di rete locale tramite un cavetto di rete. Sul suo pannello frontale sono accessibili uno o più jack RJ45, pronti per il collegamento al cavo che porta all’access point. La distanza massima tra access point e Pc dipende moltissimo dal tipo di antenna e di ostacoli sul percorso. Con le antennine omnidirezionali di serie e senza ostacoli interposti si raggiungono gli 80-100 metri circa. Il raggio di azione massimo per arrivare a 54 Mbps senza ripetitori è invece di 20-30 metri.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore