Tutti pazzi per il VoIP

Management

Anno di svolta per la telefonia IP. Un’analisi di IDC

Il mercato dei servizi di TLC non ha perso slancio neanche quest’anno. Gli analisti di IDC prevedono che il 2005 si chiuderà con un incremento del 7,2% sullo scorso anno con un valore stimato di 37,7 miliardi di euro. Pur con un trend diverso dal mobile, anche i servizi di telefonia fissa cresceranno del 5%: un settore considerato maturo ha saputo rinnovarsi. Il rinnovamento porta il segno della convergenza e la convergenza porta il nome del protocollo IP. I servizi innovativi per la voce sono VoIP, IP Centrex e di PBX gestiti. Nell’ultimo anno il mercato degli utenti e dei fornitori si è dimostrato particolarmente reattivo a una tecnologia, quella della telefonia su IP, che in realtà esiste già da tempo. IDC ha realizzato per Italtel una ricerca sulla VoIP e sui servizi associati presso un campione di aziende italiane di fascia medio alta: due terzi del campione ha più del 50% dei derivati su IP. La VoIP sta passando da tecnologia emergente a soluzione business. Come ha spiegato Roberto Mastropasqua, direttore della ricerca per il settore telecomunicazioni, Internet e media presso IDC Italia, l’adozione cresce via via che vengono dimostrati misurabili vantaggi economici, viene semplificata l’erogazione e la gestione, viene dimostrata in pratica l’utilità di applicazioni convergenti. Fino ad oggi, la tipica soluzione di Business Telephony era basata su molteplici PBX, e desktop phone forniti da una varietà di vendor e operatori. Le reti di accesso e trasporto utilizzate erano eterogenee come PSTN, ISDN, linee dedicate, Internet, reti dati, Centrex. I fornitori erano altrettanto disparati: operatori Telco, fornitori di apparati e integratori e società di gestione e manutenzione dei sistemi. L’introduzione della VoIP consente alle aziende di eliminare infrastrutture ridondanti, gestire tutte le comunicazioni voce e dati con un solo fornitore (quello del servizio Internet?), utilizzare la stessa soluzione in ogni filiale, amministrare e personalizzare da remoto la soluzione attraverso un portale Web, affidare la gestione del servizio al proprio personale o a quello del provider. Insomma l’ambiente d’uso diventa più integrato non solo nei servizi, ma anche nella gestione. La spesa in PBX di tipo IP è ancora minoritaria rispetto a quella per TDM , ma quest’anno il mercato segnerà una discontinuità. Il tasso di crescita composto annuale nel periodo 2003- 2008 sarà sostenuto (+ 36,8%), ma l’apice verrà raggiunto quest’anno con un +52,6% , per poi decrescere lentamente. Il fatturato invece continua a salire dai 54,5 milioni di euro dello scorso anno, agli 83 attesi per quest’anno, ai 119 del prossimo anno (+43%). Per un confronto va tenuto presente che secondo IDC il mercato della comunicazione privata, compresi device e derivati, vale 300 milioni di euro. Se nel 2008 secondo le previsioni di IDC, la telefonia sarà tutta IP, al momento la realtà di mercato mescola innovazione a sostituzione. E’ il momento dei PBX dual mode IP enabled che permettono di gestire entrambe le tecnologie TDM e IP. La base installata va fatta migrare proponendo innovazioni che non sconvolgano la precedente spesa in conto capitale. Ma già dal 2006 la telefonia fissa su IP dominerà il mercato. Chiaramente però ci sono ancora zone di luce e zone d’ombra per la telefonia IP: Tra i driver di mercato Mastropasqua elenca la convergenza a livello di trasporto, applicazioni, multimedia e minori costi associati di gestione, la maggiore conoscenza della tecnologia e dei suoi benefici, il previsto affiancamento ai protocolli proprietari da parte dei vendor della standardizzazione su SIP, la maturità e la riduzione dei prezzi per i terminali IP, l’integrazione di maggiori funzionalità a livello desktop (Web e audio conferencing, desktop collaboration, Web portal per telefonia IP). Le problematicità percepite dal mercato riguardano la sicurezza (attacchi di tipo DoS e voicespam), la mancanza di soluzioni verticalizzate, la necessità di attuare upgrade delle LAN. Alla voce costi vanno segnalati gli investimenti pregressi, molto importanti nelle grandi organizzazioni (in particolare su telefoni tradizionali), e il costo complessivo per il passaggio, sentito ancora poco necessario se non nel caso di sistemi da sostituire. Dalla ricerca condotta per Italtel emerge che l’elemento di risparmio sulla gestione rimane di gran lunga il fattore determinante per il passaggio alla fonia IP, ma le prestazioni aggiuntive più apprezzate sono quelle tecnologiche e di compliance applicativa come la programmabilità tramite XML oppure le possibilità di integrazione con i contact center. Anche in Italia poi, come nel resto del mondo, sta crescendo presso gli utenti l’interesse verso soluzioni di gestione della telefonia IP in outsourcing. In questa modalità spetta alle Telco cambiare la loro offerta, ma le problematiche da affrontare sono meno complicate rispetto a quelle dell’annoso problema dell’outsourcing dell’infrastruttura IT.

Autore: ITespresso
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