Tutto sui tre prototipi di iPhone 5 e sul sistema di abbonamento a Apple App Store

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Come funziona il meccanismo dell’In-app purchase, per acquistare abbonamenti a giornali o riviste. La filosofia dell’App Store di Apple applicata all’editoria. Le ultime indiscrezioni su iPhone 5, di cui uno Nano e uno con tastiera a scorrimento

Apple ha deciso di sfidare gli editori lanciando il sistema di abbonamento, già visto nel Daily. Sottoscrivere un abbonamento a Apple App Store significa che, come già per le Web apps, Apple tratterrà il 30% dei ricavi e rigirerà il 70% agli sviluppatori di Apps. Anche se in questo caso gli sviluppatori non sono developer ma editori tradizionali.

La nostra filosofia è semplice. Quando Apple porta un nuovo abbonato ad un’applicazione, Apple guadagna il 30 per cento. Quando l’editore porta un utente esistente o un nuovo abbonato ad un’app, l’editore mantiene il 100 per cento e Apple non guadagna nulla” ha di recente chiarito, senza se e senza ma, il CEO di Apple Steve Jobs. Apple non fa distinzione fra sviluppatori fai-da-te e blue-chip brand come The New York Times, Netflix o Rhapsody. A piegarsi al meccanismo dell’In-app purchase dovranno essere tutti gli editori anche se sono publisher blasonati di riviste, quotidiani, contenuti video o musica. Agli editori rimangono aperte le porte di altri canali per ampliare i lettori digitali. Ma all’offerta di abbonamento al di fuori dell’app, “uguali (o migliori) offerte sono proposte all’interno dell’app stessa, cosicché i clienti possano abbonarsi con un semplice click in maniera diretta” – conclude Jobs.

App Store offre più di 350.000 applicazioni agli utenti di iPhone, iPod Touch e iPad. Sono state scaricate 10 miliardi di Web apps (al 22 gennaio), totalizzando ricavi per 1.1 miliardi di dollari (che a Apple hanno fatturato il 30% dei ricavi pari a 317 milioni di dollari).

Nel frattempo si intensificano le voci sull’iPhone 5: potrebbe essere più grande (con schermo da 4 pollici), ma anche iPhone Nano più piccolo, economico e con storage cloud, e perfino munito di tastiera. Del display da 4 pollici, contro i 3,5 pollici a 326 ppi dell’iPhone 4, parla DigiTimes. Ma, secondo The Register, un iPhone 5 da 4 pollici con risoluzione 960-per-640 cadrebbe a 288 ppi: vedremo come Apple ovvierà a ciò. Infine, dell’iPhone Nano si vocifera da anni, ma secondo AppleInsider, il sito cinese tw.apple.pro afferma che sono in cantiere tre nuovi prototipi di iPhone di cui uno con tastiera a scorrimento.

iPhone Nano: senza memoria né storage, ma solo cloud
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Autore: ITespresso
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