Twitter non sciopera contro SOPA e PIPA

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Dick Costolo, Ceo di Twitter: Cresceremo con la Wearable technology

Twitter, il micro-blogging da 140 caratteri, non si unirà alla “serrata virtuale” di mercoledì 18 gennaio insieme a Wikipedia. Google metterà un link in homepage contro SOPA

Twitter, il micro-blogging da 140 caratteri, non si unirà al black-out contro SOPA. La “serrata virtuale” di mercoledì 18 gennaio vede come capofila Wikipedia, l’enciclopedia libera fondata da Jimmy Wales. La protesta contro Stop Online Privacy Act (SOPA) è a un punto di svolta: ha incassato le critiche della Casa Bianca, ha costretto Rupert Murdoch a rompere gli indugi (ammettendo il proprio supporto), e ora ha condotto alcuni player della Rete a indire lo sciopero del Web. Non è il primo black-out della recente storia di Internet: il primo oscuramento avvenne l’8 febbraio 1996, ma da allora Internet è cresciuta incommensurabilmente ed è diventata pervasiva, grazie soprattutto ai social media.

Ma sono proprio i Social media a deludere, per lo meno chi sperava in un fronte comune del black-out. Se Wikipedia oscurerà la pagina inglese per 24 ore per protesta, non la seguirà Twitter. “E’ sciocco,” ha ghiacciato tutti il Ceo di Twitter Dick Costolo in un tweet in risposta al reporte di Radar, Alex Howard, che domandava se il servizio di microblogging oscurasse i 140 caratteri per protestare contro la proposta di legge SOPA. “Chiudere un business globale in reazione a una politica di una singola nazione, è folle” ha concluso.

Però Dick Costolo dimentica che SOPA, proprio per come è stata concepita, non è una minaccia ad un singolo paese, bensì a livello globale. SOPA e PIPA (Protect IP), i disegni di legge, discussi rispettivamente al Congresso e al Senato degli Stati Uniti, nati per tutelare il diritto d’autore online, propongono misure che, di fatto, limitano la libertà di espressione in Rete. Dunque, su scala globale.

Twitter afferma di essere da sempre contraria a SOPA, e di aver avuto una posizione esplicita e netta contro le proposte di legge, ma di non ritenere utile seguire le orme di Wikipedia e dello sciopero del Web proposto da Reddit. Anche se venisse confermata la rimozione dei blocchi dei DNS, SOPA rimane una legislazione dal Dna liberticida. Ma su come contrastarla, i BIG di Internet, sembrano divisi. E, attualmente, “the business must go on” sembra essere il mantra di Google, Facebook, Twitter e Tumblir. Vedremo se l’opposizione a SOPA verrà segnalata almeno sulle homepage.

UPDATE: Google metterà un link in homepage per esprimere la sua opposizione a SOPA. ancora non si sa quanto sarà integrato all’homepage o se prenderà la forma di un doodle.

UPDATE 18-1-2012 ore: Google ha messo in homepage un link: “Tell Congress: Please don’t censor the web!” (letteralmente: Dì al Congresso: Perfavore non censurate il Web!”)

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