Uber davanti alla Corte di Giustizia della UE

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Uber davanti alla Corte di Giustizia della UE
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La Corte di Giustizia UE deve stabilire se Uber debba essere considerata come app dlla sharing economy o come servizio di trasporti da regolamentare

La Corte di Giustizia dell’Unione europea (UE) vuole stabilire se Uber sia un’app di sharing economy o un servizio di trasporti, da regolamentare. A chiedere delucidazione e a sollevare interrogativi è stato un giudice spagnolo, chiamato a dirimere una controversia fra l’Associazione di categoria dei Tassisti denunciare Uber System Spain. Ora spetta ai giudici del Lussemburgo decidere cos’è Uber.

Uber davanti alla Corte di Giustizia della UE
Uber davanti alla Corte di Giustizia della UE

In Europa Uber ha dovuto affrontare il blocco imposto dalla Francia e il semaforo verde della Gran Bretagna. Il colosso californiano da 63 miliardi di dollari è una startup che divide e solleva critiche. Secondo il Central London Employment Tribunal, il tribunale di Londra, la startup va considerata come azienda di trasporti: agli autisti devono essere riconosciuti i diritti basilari come il salario minimo. I conducenti che guidano le macchine per Uber sono lavoratori autonomi freelance (self-employed o independent contractors), secondo l’azienda americana, ma secondo il tribunale inglese, i 40.000 autisti inglesi sono lavoratori (workers), con relativi diritti, anche se privi di tutti i benefit dei dipendenti. La sentenza britannica si allinea a un’altra emanata da un tribunale californiano, ma negli Stati Uniti l’interrogativo rimane senza risposta, perché altri tribunali Usa hanno invece dato ragione a Uber.

Come Airbnb, Uber mette a disposizione il brand e il marketing, la tecnologia per connettere domanda e offerta e i servizi di pagamento.
Secondo una ricerca del Pew Research Center, la sharing economy viene utilizzata dal 24% dei cittadini statunitensi per arrotondare le entrate, l’8% ha guadagnato con le apps. Il 23% di chi lavora online è uno studente, ha un’età media generale: 32 anni.

Il Tribunale spagnolo domanda alla Corte di Lussemburgo “se l’attività di intermediazione tra il proprietario di un veicolo e la persona che deve effettuare spostamenti all’interno di una città, attività che la convenuta svolge con fini di lucro e attraverso la gestione di mezzi informatici – interfaccia e applicazione di programmi informatici (“smartphone e piattaforme tecnologiche”, usando i termini della convenuta) – che consentono a tali persone di mettersi in contatto, debba essere considerata una mera attività di trasporto, un servizio elettronico di intermediazione o un servizio della società dell’informazione“.

Dalla sentenza della Corte UE dipenderà se Uber verrà inquadrata come app o come servizio di trasporti.

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Autore: ITespresso
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