Ue a AgCom: basta con gli aumenti Telecom, se non giustificati

Autorità e normative

Il commissario Ue alle Tlc, Viviane Reding, e quella alla Concorrenza, Neelie Kroes, hanno chiesto più trasparenza e invitato l’AgCom a vigilare sui costi di accesso alla rete

Dopo l’aumento del canone Telecom (slittato a marzo), l’Unione europea ha deciso di tenere l’ex monopolista italiano sotto la lente. Il commissario Ue alle Tlc, Viviane Reding, e quella alla Concorrenza, Neelie Kroes, hanno chiesto più trasparenza a Telecom e invitato l’AgCom a vigilare sui costi di accesso alla rete.

L’incremento dei canoni di accesso alla rete Telecom Italia già determinati, saranno consentiti dall’AgCom, solo dopo che l’autorità di vigilanza abbia verificato i costi effettivi sostenuti da Telecom per offrire agli operatori concorrenti l’accesso alla rete. Gli aumenti devono essere giustificati e necessari, e non basati su dati vecchi.

E’ di fondamentale importanza che il prezzo fatturato dagli operatori storici delle comunicazioni degli Stati membri dell’Unione europea ai propri concorrenti per poter accedere alla rete locale sia equo; questa è la condicio sine qua non del potenziamento della concorrenza nei servizi ai consumatori. I prezzi debbono pertanto essere stabiliti in base ai dati relativi ai costi, attendibili e verificati, con assoluta obiettività, dalle autorità nazionali di regolamentazione. Mi auguro che l’Agcom terrà conto delle osservazioni formulate oggi dalla Commissione in modo che i consumatori italiani possano fruire del ventaglio di servizi di alto livello che solo la concorrenza può offrire“, afferma Viviane Reding.

Bruxelles vuole anche concordare un approccio comune per calcolare i costi e le tariffe legate all’unbundling.

A dicembre l’Authority aveva annunciato un taglio dell’aumento e una consultazione pubblica sui nuovi prezzi di unbundling richiesti da Telecom Italia.

Autore: ITespresso
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