Ue, risparmiare con l’open source

Workspace

Bruxelles promuove i costi minori del software libero rispetto a quello
proprietario

L’Unione europea guarda l’open source nel segno del risparmio e della convenienza. Bruxelles con un nuovo studio promuove i costi minori del software libero rispetto a quello proprietario, sia in ambito pubblico che privato: la nuova indagine scommette sull’impatto ecnomico positivo dell’open source. L’andamento del Tco, Total cost of ownership, in sei aziende private e pubbliche è finito sotto la lente di ricercatori cinque università europee: è risultato che il Pinguino permette di risparmiato ma in varie fasi (Linux ha un Tco annuale medio più basso, anche se l’investimento iniziale è notevole);nella migrazione da Microsoft Office a OpenOffice.org i dipendenti non hanno perso produttività (il 70% ha incontrato tuttavia piccoli problemi). Infine dallo studio emerge una raccomandazione al Consiglio europeo: operare per la parità fra open source e software proprietario. Un altro studio di Unu-merit calcola poi il valore dell’open source in Europa per anno: 2 miliardi di euro.

Autore: ITespresso
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