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Ue: serve autoregolamentazione sui videogiochi

L'Unione europea prende posizione sul caso Rule of Rose e intanto dice basta allo spamming

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Sul tavolo dell’Unione europea era finita la patata bollente del videogioco violento, accusato di amoralità, Rule of Rose. Ma la Ue ha fatto appello all’autoregolamentazione degli stati membr i della Ue, richiamando all’ordine l’europarlamentare italiano Frattini. Il commissario ai Media della Ue ha sottolineato l’esistenza di un sistema di auto-regolamentazione, il PEGI, adottato dall’industria dei videogiochi europea sin dal 2003, un sistema che si pone l’obiettivo di informare gli adulti e non di censurare i contenuti. Ma nella Ue non sta solo esplodendo solo il caso del videogioco (il cui sbarco sarebbe stato vietato in Gran Bretagna); c’è anche spazio per una nuova lotta allo spamming. La Ue invita infatti Ue a intensificare la lotta contro gli spam ed i programmi spia. I 25 stati membri dell’Unione europea devono applicare la normativa comunitaria che vieta le email spazzatura.Grazie alla normativa europea, le autorità olandesi sono riuscite a ridurre dell’85% lo spam e quelle finlandesi di oltre il 50%.

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