Uffici pubblici e dati sensibili

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Il Garante per la privacy non e contento delloperato degli Uffici pubblici in materia di trattamento dei dati sensibili

Di Michele Iaselli ROMA. Il Garante per la privacy nella recente relazione del 2001, tenuta dinanzi al Parlamento l8 maggio 2002, ha sottolineato che tra i diversi problemi legati allapplicazione della legge 675/96 (e successive modificazioni) nel campo della Pubblica Amministrazione merita un posto di primo piano la gestione illegittima della grande maggioranza dei dati sensibili da parte degli Uffici Pubblici. In realta tutte le Amministrazioni avrebbero dovuto gia da tempo emanare dei provvedimenti dai quali risultassero la tipologia dei dati sensibili trattati e luso specifico. Nonostante le ripetute raccomandazioni del Garante (lultima risale al 17 gennaio 2002, ai sensi dellart. 31, comma 1, lett. m), della legge n. 675/1996), come era logico prevedere, gli Uffici pubblici non riescono a rispettare le complesse prescrizioni della famosa legge sulla privacy, specie avuto riferimento ai dati sensibili. Il problema e serio, anche perche la complessita della normativa, continuamente integrata e modificata nel corso degli anni, ha creato problemi interpretativi anche al Garante ed alla Presidenza del Consiglio, che, riguardo la natura giuridica dei provvedimenti da porre in essere in applicazione della legge sulla privacy, hanno discusso sullopportunita di emanare un regolamento (secondo lAutorita) o un atto amministrativo (secondo la Presidenza del Consiglio). In particolare, il trattamento dei dati sensibili da parte dei soggetti pubblici e disciplinato dal terzo comma dellart. 22 della legge n. 675/96 modificato dal d.lgs. n. 135 del 1999. [STUDIOCELENTANO.IT]

Autore: ITespresso
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