Un "bollino" per il credito

Aziende

Basilea 2 aggiunge una tessera al mosaico che vedrà la sua definitiva composizione alla fine del 2006.

Se ne è parlato anche allo Smau, dell’Accordo di Basilea 2. Più precisamente si è parlato del “Marchio di qualità Basilea 2.Un’opportunità per le aziende”. Questo infatti è stato l’argomento di un convegno organizzato dalla Cidec (Confederazione italiana degli esercenti commercianti – artigiani – industriali – delle attività del terziario, del turismo e dei servizi,www.cidec.it) con il supporto tecnico delle società Kon e AG Consulting, entrambe specializzate nelle tematiche di finanza di impresa. L’incontro è stato aperto da Fabrizio Bencini (esperto di economia e tecnica bancaria e amministratore delegato di Kon spa) che ha delineato i tratti salienti del progetto marchio di qualità. Maurizio Berruti (titolare della High School for Financial Management e responsabile Assefor Camere) è intervenuto sul ruolo che i confidi avranno come sostegno delle imprese più deboli in attesa del marchio. Andrea Aguiari (amministratore di AG Consulting) ha invece parlato di pianificazione finanziaria strategica e prestiti capitalizzativi. Infine, ha chiuso gli interventi Agostino Goldin (presidente nazionale della Cidec) che ha fatto il punto sullo stato di avanzamento del progetto e sui benefici che la sua applicazione porterà alle aziende aderenti alla Cidec. Ma prima di entrare nel dettaglio di questa iniziativa, vediamo brevemente cos’è Basilea 2 e quali implicazioni comporta per i soggetti coinvolti, cioè banche e imprese. Il Comitato di Basilea (un organismo nato nel 1974) ha deciso di proporre un sistema per le imprese bancarie e creditizie volto a misurarne l’adeguatezza patrimoniale, un sistema, quindi, in grado di valutare se il patrimonio è adeguato ai rischi assunti. E’nato così l’Accordo di Basilea che, sulla base di un successivo perfezionamento, ha dato vita nel 1999 a Basilea 2. Quest’ultimo accordo delinea una nuova regolamentazione sull’adeguatezza patrimoniale delle banche operanti a livello internazionale; parallelamente, su base europea, la Commissione ha elaborato una proposta che recepisce le linee guida indicate dal Comitato, rendendole però più flessibili e più adeguate alla realtà dell’Unione, composta anche da banche operanti a livello nazionale e da un numero elevato di Pmi prive di rating esterno. Gli obiettivi principali di Basilea 2 sono di accrescere il grado di stabilità del sistema finanziario, il livello di fiducia nelle istituzioni finanziarie e la protezione dei consumatori. Basilea 2 avrà dunque un forte impatto sul sistema bancario, ponendolo di fronte a nuove problematiche da affrontare. E ovviamente anche le imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, saranno fortemente coinvolte dall’entrata in vigore dell’Accordo, sia per quanto riguarda il tradizionale rapporto banche/imprese, sia per gli aspetti più specificatamente aziendali. Il nuovo approccio premierà quelle aziende che sapranno aumentare il livello di trasparenza nei confronti delle banche, attraverso la produzione di un maggior flusso di informazioni e di dati. La leva del cambiamento passerà attraverso lo sviluppo della struttura finanziaria, che dovrà accrescere la propria importanza rispetto alle altre funzioni aziendali per essere adeguata alle nuove modalità di valutazione del merito creditizio.

Ma venendo all’oggi, nel corso del convegno, riportando gli esiti di un recente studio, è stato sottolineato che se fossero già in vigore le regole sull’accesso al credito previste dall’accordo internazionale di Basilea 2, soltanto il 10% circa delle Pmi italiane potrebbe con certezza ottenere un prestito dal sistema bancario. Nelle Pmi si fa dunque strada il fondato timore che anche molto prima dell’entrata a regime dell’Accordo vi possa essere una maggiore difficoltà nell’accesso al credito, o che questo si verifichi a costi superiori con tangibili ripercussioni sulle possibilità di sviluppo e sulla concorrenza delle imprese. Agli istituti di credito la nuova normativa imporrà dei parametri di valutazione molto più attenti, che passano anche attraverso la valutazione di informazioni non quantitative come: attendibilità dei dati di bilancio; frequenza e precisione delle informazioni finanziarie a consuntivo; elaborazione di informazioni finanziarie a preventivo. E’alla luce di queste problematiche che la Cidec, con il supporto di Kon e AG Consulting, si è fatta promotrice di un’iniziativa unica sul territorio nazionale, orientata alla realizzazione di un marchio di qualità per verificare la sussistenza dei requisiti qualitativi rilevanti ai fini di Basilea 2. L’attestato, con frequenza annuale, verrà rilasciato da Enti certificatori esterni (Kon e AG Consulting) alle aziende che dimostreranno di aver adottato una pianificazione finanziaria e una rendicontazione delle informazioni a consuntivo e a preventivo come richiesto dal sistema creditizio. Queste prerogative, sulla base di una convenzione stipulata tra la Cidec e il sistema bancario, potrebbero consentire alle imprese “virtuose”di ottenere uno sconto sul tasso passivo applicato, e l’eventuale accesso a nuove linee di credito. Obiettivo della Cidec è poi quello di incrementare il numero delle convenzioni, estendendole ad altri istituti di credito al fine di realizzare un network di banche che condividano il progetto marchio di qualità e alle quali le aziende possano rivolgersi per ottenere i vantaggi di cui abbiamo appena parlato.

Il percorso indicato da Kon e Ag Consulting per l’ottenimento dell’attestato, parte da un check iniziale, cioè una prima visita presso l’azienda interessata che serve a orientare i comportamenti della stessa per l’ottenimento della certificazione. Si passa quindi a una serie di visite periodiche (con cadenza trimestrale) per la verifica della continuità di rispondenza ai requisiti richiesti, per arrivare infine al rilascio del certificato di conformità da presentare agli istituti di credito.Tale processo presuppone la stesura di un decalogo di comportamento reso noto dall’istituto di credito, e la definizione del vantaggio finanziario da applicare in presenza di parametri qualitativi positivi ai fini di Basilea 2, rilevati dall’indagine svolta dalle due società verificatrici. Per quanto riguarda i tempi di effettuazione e le risorse da mettere in campo, Kon e AG Consulting indicano per le imprese un impegno di circa quattro giorni l’anno in occasione delle visite, oltre il tempo iniziale per l’eventuale predisposizione degli strumenti.Mentre sono i responsabili di amministrazione e finanza le risorse aziendali coinvolte nella definizione del progetto. Riassumendo, i risultati finali per le imprese si concretizzerebbero in: risparmio per le virtuose, introduzione di strumenti di gestione a costo azzerato, gestione proattiva del tema Basilea 2. Per le banche: disponibilità di parametri di valutazione innovativi in tema di risk management, clienti sensibili al premio legato al virtuosismo, gestione del tema Basilea 2 insieme alle imprese. Relativamente al coinvolgimento delle società verificatrici (Kon e AG Consulting), questo si espliciterà nell’orientare il comportamento delle imprese, nell’accrescere la loro sensibilità alle tematiche finanziarie, nel fungere da tramite fra banche e impresa.

Autore: ITespresso
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