Un brevetto svela la lunga marcia di Google social Hub

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Un brevetto mostra che Google sta lavorando su un hub per rendere Google più social e sfidare Facebook in maniera più efficace

Da tempo Google vuole darsi un tocco più social. Di recente, da quando è diventato Ceo Larry Page, ha legato il bonus sullo stipendio al successo social di Google +1, la recente iniziativa social che il motore di ricerca utilizza per sfidare il bottone “Mi piace” di Facebook. Ma qualcosa bolle in pentola, come dimostra un brevetto depositato da Google, detto “Social Messaging User Interface” depositato da Google lo scorso 28 ottobre all’Ufficio brevetti Usa.

L’abstract del brevetto recita: “Sono descritti hubs per interazione social via dispositivi elettronici.” Google sta diventando sempre più social, a vari livelli, ma ancora manca l’anello di un hub che mostrasse tutti insieme queste potenzialità che farebbero parlare di Google in versione social network, oltreché come motore di ricerca classico. E invece il brevetto mostra che Google sta lavorando su un social hub. La nuova richiesta di brevetto da parte di Google mostra un’ipotesi di interfaccia che potrebbe essere impiegata dal motore di ricerca.

Google Social Hub
Google Social Hub

Google Social Hub dimostra le ambizioni social di Google, proprio mentre Facebook ha sorpassato Google per traffico negli Usa. Un’altra immagine mostra come le icone che indicano un’ampia gamma di aggiornamenti di status, snippet e notifiche che potrebbero essere disponibili su smartphone e tablet:

Google Social Hub dimostra le ambizioni social di Google
Google Social Hub dimostra le ambizioni social di Google

Dopo le indiscrezioni su Google Me e Google Circle, la marcia di Google nei “social networks” con un hub, è più concreta. Il social pulsante +1 non è un social network né una toolbar, ma un bottone che appare vicino a ciascun risultato delle proprie ricerche online. Cliccando su +1 possiamo esprimere il nostro apprezzamento. In più, possiamo sbirciare sui gusti dei nostri amici vedendo a quali risultati gli amici hanno conferito il loro +1.

Google Hub dovrebbe essere “la porta d’ingresso” che raccoglie i dati da: Google latitude; Google Buzz (dopo il patteggiamento con gli utenti); Google Reader; Gmail; Google Places; Blogger; Orkut; Picasa Web Albums; Google My Maps; Google Talk; Google Talk; Google My Library; Google Docs; Google Friend Connect; Google Knol; Google Panoramio; Google Profiles; Google Shopping; Google Sidewiki; Google Sites; e il nuovo Google +1 Button.

Finora gli esperimenti della Big G nel social network non sono stati i più fortunati: Google Wave è stato un “mezzo flop” (rispetto ai successi di Google in altri campi), inciampato proprio sulla privacy; Orkut ha avuto una grande audience solo in Brasile. Ora Google Circles ci riprova a lanciare il guanto a Facebook, e all’insegna della privacy, tallone di Achille del sito di Mark Zuckerberg (che detiene un quarto del traffico della Rete circa).

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Autore: ITespresso
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