Un dominio per l’Europa

Aziende

Dopo la firma del progetto di legge del Parlamento europeo, presto imprese e cittadini dell’Unione europea potranno mettere la sigla “.eu” ai loro indirizzi Web

La nascita del dominio “.eu” allarga gli spazi del Web e aiuterà le compagnie a farsi identificare come “europee” sul mercato virtuale. Ma il “.eu” serve anche ad allargare la scelta delle società e ad accelerare la diffusione di Internet e dell’e-commerce nel mercato europeo. Il commissario Ue Erkki Liikanen, promotore dell’iniziativa presso il parlamento Europeo ha dichiarato: “Il nuovo dominio, per esempio, consentirà a un’azienda con ramificazioni in molti o tutti i Paesi dell’Unione di riflettere sulla Rete la propria presenza in Europa”. La decisione europea di creare un dominio con una connotazione geografica continentale contrasta con l’attuale momento, in cui si tende ad adottare sigle per un settore o un’attività, come “.biz” per le imprese commerciali o “.pro” per le categorie professionali. Ma la Commissione europea è convinta che “.eu” possa favorire la diffusione di Internet in Europa e tanto è bastato per superare le resistenze dell’ Icann, l’organismo internazionale creato negli Usa per la gestione dei nomi di dominio, degli IP e dei protocolli. La gestione tecnica del dominio europeo è del consorzio Eurid, organizzazione no-profit composta dai Registri dei ccTLD (country code Top Level Domain) belga, italiano e svedese. Per l’Italia, la gestione riguarda l’Istituto d’informatica e telematica dell’università di Pisa, che già gestisce i domini .it. Potranno richiedere un dominio .eu le imprese con sede legale, amministrazione centrale o sede di affari principale nel territorio della Comunità europea, ma anche le organizzazioni con sede nei Paesi membri e chiunque abbia residenza in Europa. Sono, invece, riservati a funzioni operative del registro e non potranno essere registrati i domini eurid.eu, registry. eu, nic.eu, dns.eu, internic.eu, whois.eu, das.eu, coc.eu, eurethix.eu, eurethics.eu, euthics.eu. Per il resto non ci sono particolari restrizioni ai domini registrabili, salvo il caso in cui la magistratura di uno Stato membro dovesse giudicare un nome di dominio diffamatorio, razzista o contrario all’ordine pubblico. In questo caso, il registro lo blocca non appena gli viene notificata la decisione del giudice.

Autore: ITespresso
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