Un identikit per scoprire il nome di una city car intelligente, tutta Ict e hi-tech

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Segni particolari ha il cambio di velocità elettronico, non consuma e non inquina. Inoltre è sicura

Lautomobile di domani circola gi sulle nostre strade, ma finora se ne sono accorti in pochi. Forse dipende dallaspetto, non proprio bello ma estremamente funzionale. Proviamo a fare una specie di identikit, prima di svelare il nome della vettura e quello della marca, che – questo lo possiamo dire subito – non italiana. Il modello una city car, con carrozzeria monovolume e forme squadrate, nonostante un design rotondeggiante da navicella spaziale, contenuto in meno di quattro metri di lunghezza. La carrozzeria in alluminio e racchiude interni spaziosissimi, sia in larghezza sia in altezza. In alluminio anche il telaio, realizzato con un particolare sistema di costruzione, denominato Space frame. Per dare pi spazio ai passeggeri nella parte posteriore dellabitacolo, il pianale di questa parte della vettura stato abbassato rispetto a quella anteriore, applicando una metodologia costruttiva denominata Space floor concept. Il cambio di velocit diretto, a trasmissione elettronica. Tra le sue funzioni intelligenti, un sistema stop-start che impedisce al motore di funzionare se la vettura non in movimento. In caso di guasto meccanico, lautomobilista non deve scendere di vettura per controllare il motore e andare ad aprire il cofano, ma pu farlo rimanendo al proprio posto di guida. C una funzione apposita, il Service module, che lo fa per suo conto. A proposito di motori, i propulsori sono dei piccoli 4-cilindri in linea, che consentono di percorrere 100 chilometri con tre litri di gasolio, senza emettere sostanze inquinanti. Nella versione di 1,6-litri – la prima della marca a essere equipaggiata con iniezione diretta di benzina – un serbatoio di 42 litri consente unautonomia di marcia superiore ai 700 chilometri. Ma chi l costruttore di questa piccola meraviglia, tutta hi-tech e Ict, progettata allinsegna dellaffidabilit, della comodit di marcia, dellecologia, dellergonomia e del risparmio economico-energetico? A met degli anni Trenta, quando correva nei Gran Premi con Nuvolari, Rosemeyer e Stuck, non ce nera per nessuno, nemmeno per le rosse Alfa Romeo della Scuderia Ferrari. Oggi il marchio corre e vince a Le Mans e nelle corse di durata, ma pu darsi che prima o poi si decida il gran rientro in Formula 1. Stiamo parlando dellAudi, il costruttore europeo – e forse del mondo – pi avanzato tecnologicamente. In Italia qualcuno ha detto che quella tedesca, pur essendo buona, una tecnologia fredda, al contrario di quella italiana. Sar anche fredda, ma pi vicina alluomo, inteso sia come automobilista sia come abitante del pianeta Terra. Anche se la pubblicit comparativa non pi un tab, non ci sembra il caso di fare confronti tra la A2 – questo il modello di cui abbiamo parlato – e le sue concorrenti italiane. Non sarebbe equo. Quanto alle corse, c solo da sperare – per i team di oggi – che la Casa dei quattro cerchi non torni in Formula 1. Anche senza Nuvolari, strapazzerebbe tutti di nuovo.

Autore: ITespresso
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