Un mese di spam: appunti dai sopravvissuti

Autorità e normativeCyberwarSicurezzaSorveglianza

E’ finito anche per il team dei volontari italiani lo Spam Experiment sponsorizzato da McAfee. Un viaggio tra migliaia di proposte commerciali non richieste o palesemente truffaldine

Quattro persone hanno passato un mese a rispondere a proposte e-mail, decenti o indecenti, e a registrarsi presso siti sospetti.

Risultato: 7963 e-mail spam per Giuseppe, 6329 per Gabriella, 3650 per Ingrid, 2543 per Marica.

Un esperimento condotto e documentato da un blog che forse aiuterà a creare migliori contromisure, o almeno a evitare i comportamenti a rischio di cui gli ‘spamnauti’ non hanno voluto tener conto.

Le proposte più curiose? Una inquetante attrezzatura per produrre dollari, il cui segreto è in un manuale di cui ovviamente si devono pagare le spese di spedizione. Un catalogo di lettini solari da mettere in casa, offerte per la pulizia del colon, offerte per il MacBook Air, viaggi a prezzi stracciati, proposte di lavoro, mutui, medicinali, capi firmati…

In generale le offerte sono riconducibili a poche categorie fondamentali: mutui, finti regali, prodotti di bellezza, vincite, viaggi, sistemi per far soldi, affiliazioni a pagamento camuffate da proposte di lavoro, amicizia ecc.

In generale si cerca di far presa sull’emotività del destinatario per fargli perdere ogni raziocinio. Quando non si tratta di carpire allo sprovveduto pochi dollari di una spedizione o con l’invio di merci di infimo valore, si cerca invece di appropriarsi dei dati personali e della carta di credito.

Non mancano i messaggi che installano spyware. Avere il browser pieno di finestre pop-up di pubblicità è in fondo il minore dei problemi per chi non presta attenzione ai messaggi che apre e ai siti che visita.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore