Un milione di dollari per il no copyright!

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Lintenzione della benefica offerta mira a trovare un corretto equilibrio fra i diritti di proprieta intellettuale e cio che viene denominato materiale di pubblico interesse.

USA – La notizia e ancora da confermare ufficialmente in questi giorni, ma, stando a quanto si vocifera in rete, le lobby del copyright dovrebbero cominciare a preoccuparsi seriamente (oltre che dei sistemi di peer-to-peer, che fanno circolare illegalmente contenuto protetto da diritti di esclusiva) della creazione di un centro di studio molto particolare. Un anonimo donatore, infatti, si e schierato dalla parte del no copyright, elargendo lenorme somma di un milione di dollari per la costituzione di un centro per lo studio sul Pubblico Dominio, il Center for the Study of the Public Domain (reperibile allindirizzo http://www.law.duke.edu/ip ). Questa struttura (codiretta dal professore James Boyle) avra lo scopo di capire in che modo limitare gli enormi poteri delle leggi sul copyright. A fronte di un tessuto legislativo che offre ai materiali protetti dal diritto dautore livelli elevatissimi di tutela e che prevede (come, per es., in Italia) sanzioni penali di rilevante consistenza, la sfera di tutto cio che e pubblico interesse non puo far altro che essere ghettizzata e ridotta ai minimi termini. Afferma il Prof. Boyle che gli ultimi dibattiti al Congresso americano circa il copyright hanno sempre preso come punto di vista linteresse di associazioni quali la RIAA e la Motion Picture Association of America, piuttosto che quello del consumatore, vero e proprio motore dell intera industria della proprieta intellettuale. A titolo esemplificativo, valga limportante modifica fatta in America alla durata temporale del copyright sulle opere dellingegno queste ultime, infatti, godranno di altri venti anni di protezione, rispetto alle norme previgenti. Appare, dunque, giustificata la critica mossa da piu parti sociali contro queste forme di estremo protezionismo; la cultura sara fruibile solo da pochissimi soggetti, mentre le opere potranno circolare liberamente solo quando saranno gia vecchie. [ STUDIOCELENTANO ]

Autore: ITespresso
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