Un progetto per gestire la privacy sul Web 2.0

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Avviato nei laboratori di ricerca di IBM a Zurigo il progetto triennale PrimeLife finanziato dall’Unione Europea per gestire ‘a vita’ i propri dati personali su reti sociali e comunità virtuali

La natura sempre più collaborativa di Internet fa sì che ogni persona lasci dietro di sé una scia sempre più ampia di informazioni: fatto che nasconde numerose insidie in fatto di utilizzi impropri dei dati.

Un datore di lavoro può, per esempio, accedere ai profili delle community prima di invitare un candidato a un colloquio di lavoro. Una società, sfruttarne i dati per conoscerne le abitudini d’acquisto online o altre preferenze personali senza consenso.

Un fenomeno che è destinato a crescere con la diffusione di nuove applicazioni Web collaborative e comunità virtuali.

Il progetto PrimeLife si occuperà di fornire sistemi di gestione della privacy e dell’identità che siano ‘scalabili’ per la gestione di grandi comunità virtuali e applicazioni collaborative. Successivamente si impegnerà a proteggere la privacy degli individui.

L’obiettivo è arrivare a un sistema di gestione ‘a vita’ delle nostre impronte in rete, senza compromettere la funzionalità delle nuove applicazioni Web, ma contrastando le operazioni di tracciamento da parte di sconosciuti.

“Puntiamo a sviluppare un ‘gestore dei dati’ elettronico – ha spiegato Jan Camenisch, PrimeLife technical leader presso lo Zurich Research Lab IBM -, che dia agli utenti la panoramica dei dati personali pubblicati, specificando quando, dove e come. Un sistema che consenta di definire impostazioni e preferenze generali per tutti i tipi di applicazioni e lo avverta in caso di rischi”.

PrimeLife promuoverà anche lo sviluppo di interfacce uomo-computer (HCI), linguaggi di definizione delle policy, sistemi per la federazione dei Web service, infrastrutture e crittografia.

Collaborerà con i gruppi di standardizzazione, quali PLING del World Wide Web Consortium, la Liberty Alliance, ISO/IEC JTC 1 e ITU oltre che con le comunità open source di riferimento, quali Higgins. Tra i partner internazionali del progetto anche Microsoft Innovations Center, SAP, l’Università degli Studi di Bergamo e l’Università degli Studi di Milano.

Per approfondimenti: www.zurich.ibm.com

Fonte: TheInquirer.it

Autore: ITespresso
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