Un rapporto Oecd riabilita il file sharing

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La musica digitale deve trovare modelli appropriati. Il P2p è un modello di business anche per il VoIp

Il file sharing sotto accusa viene scagionato dall’organizzazione Oecd, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo, che non condivide lo spirito delle crociate di Riaa e compagnia. Il rapporto è qui disponibile: www.oecd.org/dataoecd/13/2/34995041.pdf . Il rapporto fotografa il mercato, illegale e legale, di Peer to peer e file sharing. Secondo l’Oecd, l’equivalenza tra P2p e calo dei guadagni dell’industria discografica è indimostrabile. Il Cd soffre a causa di prezzi troppo elevati per un prodotto “obsoleto”,scavalcato da Dvd e videogiochi. L’impatto del file sharing sulle vendite delle Major è da considerarsi limitato, rispetto a strategie non adeguate nell’era della musica online. Infine il rapporto Oecd osserva come il P2p stia invece avendo un impatto strategico su altri settori diversi dalla musica online. A partire dal VoIp, il settore emergente della telefonia su Internet.

Autore: ITespresso
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