Un tavolo per le Reti Ngn

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Il viceministro Paolo Romani, dopo mesi di silenzi e senza aver ottenuto lo sblocco degli 800 milioni in stand-by per la banda larga, ha invitato i protagonisti delle Tlc a un Tavolo per discutere di reti Next Generation Network (Ngn). Al Tavolo sono seduti Telecom, Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali, e anche 3 Italia e BT (ma è polemica per l’esclusione della joint venture delle medie imprese attive nelle Tlc). Su una cosa tutti sembrano d’accordo: le reti Ngn sono una priorità in vista dell’Agenda Digitale Ue. Il nodo da risolvere è il business plan. Cosa è emerso dal primo incontro? Niente switch-off; la rete di nuova generazione deve essere unica; l’infrastruttura deve confluire in una NewCo; potrebbe esserci una cabina di regia per integrare i progetti regionali. Cosa non va ancora?  Bisogna capire come dividere le partecipazioni a questa nuova entità tra gli aderenti (Stato compreso); come ricompensare Telecom per la separazione dalla rete. Prossimo appuntamento: 15 luglio

L’Agenda Digitale dell’Unione Europea ha forse sbloccato lo stallo della discussione delle reti Ngn. La banda larga dovrà raggiungere i 30 Mbps per tutti entro il 2020. E l’Italia come farà a colmare il gap? Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali hanno proposto il Progetto Fibra 2010 per l’Italia , un progetto che non entusiasma Telecom (tanto per usare un eufemismo).

Ma la Ue chiede a Telecom di aprirsi alla concorrenza. La Ue promuove la fiducia dei consumatori, l’affidabilità dei servizi e il buon funzionamento delle connessioni fra pubblico e privato. Inoltre l’Unione europea promuove il mercato unico per i contenuti digitali per superare la frammentazione e semplificare la diffusione di musica e film legali. La Ue vuole migliorare la compatibilità e l’interoperabilità con standard europei migliori e più completi. La banda larga dovrà raggiungere i 30 Mbps per tutti entro il 2020. Altro must consisterà nell’incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo. Bisogna poi migliorare la vita dei cittadini, agevolando le attività di anziani, malati e disabili: entro il 2015, dovremo poter accedere online alle cartelle cliniche (e-health).

Come fare? Il viceministro Paolo Romani ha riunito tutti (ma non proprio tutti) intorno a un tavolo: Telecom, Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali, e anche 3 Italia e BT (ma è polemica per l’esclusione della joint venture delle medie imprese attive nelle Tlc) devono scoprire le carte.

Punti condivisi: Niente switch-off; la rete di nuova generazione deve essere unica; l’infrastruttura deve confluire in una NewCo; potrebbe esserci una cabina di regia per integrare i progetti regionali.

Punti discordanti: bisogna capire come dividere le partecipazioni a questa nuova entità tra gli aderenti (Stato compreso); come ricompensare Telecom per la separazione dalla rete. Prossimo appuntamento: 15 luglio.

Forse sarà la volta buona per sapere anche cosa ne pensa l’AgCom e come ci si potrà muovere per portare la banda ultra-larga in Italia, realizzare l’Autostrada del Sole Digitale e superare il Digital Divide.

Autore: ITespresso
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