Una gestione Serena delle applicazioni

Management

Con Selesta la filiale italiana si divide il mercato nel Belpaese, puntando alla complementarietà e alla presenza in mercati verticali differenti

Alm, un acronimo che sta per Application Lifecycle Management, e racchiude tutta l’essenza di Serena Software. “È un concetto, ha dichiarato Claudio Monzini, country manager Serena Italia, in un recente incontro con la stampa, che supera i confini del change management e quelli del configuration management, e riguarda l’intera gestione del ciclo di vita delle applicazioni di un’azienda”. Oggi Serena, dopo aver acquisito TeamShare nel giugno del 2003 e Merant nell’aprile del 2004 è una nuova realtà. Costituita nel 1980, ha via via espanso la nicchia di mercato di riferimento, diventando la più grande azienda concentrata unicamente sul change management. Tra i numeri che danno l’idea della consistenza societaria: un fatturato 2003 di 230 milioni di dollari, più di 15 mila clienti a livello mondiale, la 49esima posizione della lista Fortune 50 e la 97esima della Fortune 100. Tra gli obiettivi di Serena quello di conciliare due mondi che non si parlano, lo sviluppo e l’esercizio. “Se si pensa, ha dichiarato Monzino, che durante la fase di roll out di un’applicazione il 12% di un campione di intervistati da Gartner dice di incrociare le dita, che il 40% dei fermi non pianificati dipende da errori di processo, e il 40% è generato da difettosità del sistema, si può ben capire quanto ancora ci sia da fare e dove Serena possa lavorare”. E ha proseguito “Ancora oggi il rilascio di applicazioni è un compito scoraggiante, solo il 16% dei progetti (fonte: Standish Group Chaos Report) sono completati in tempo e nel rispetto dei budget, il 53% dei progetti mission critical non gestisce il business come richiesto e pianificato e più del 31% dei progetti software sono cancellati. E l’impatto sul conto economico è di questo tipo: la cancellazione dei progetti software costa alle aziende Usa 81 miliardi di dollari l’anno e i ritardi oltre i 59 miliardi”. “Le variabili di business oggi sono sempre più stringenti, ha proseguito Monzino; le aziende vogliono Roi immediati e a tasso più elevato. E il controllo di queste variabili è il processo; processo che deve essere migliorato e automatizzato. Ed è qui che Serena si innesta perfettamente con la propria architettura Safe (Serena Application Framework Enterprise), che prende spunto dall’Alm e lo estende all’integrazione dei processi. Safe fornisce un framework basato su un unificato request management per connettere persone, strumenti e processi coinvolti attraverso il ciclo di vita delle applicazioni, rilasciando processi e workflow automatizzati e rafforzando le regole di business all’interno dell’It. E per riuscire a mappare i processi di business con i processi It Serena ha deciso di operare a braccetto con Selesta, una delle più importanti realtà italiane nel settore It, già business partner di Serena Software per l’Italia. “È una relazione che durerà a lungo, ha sottolineato Adriano Prefumo, amministratore delegato di Selesta, nel commentare la notizia. Si tratta di un arricchimento di competenze, non di un depauperimento. E il mercato è suddiviso tra le due realtà in modo preciso: da una parte Selesta, come fornitore di soluzioni specializzate (tecnologia + servizi) in ambito finance e sulla Pubblica Amministrazione Centrale, dall’altra Serena Italia nel manufacturing, nelle telecomunicazioni, nell’high tech e nella Pubblica Amministrazione Locale. Insieme, inoltre, stiamo costituendo gruppi di lavoro comuni”.

Autore: ITespresso
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