Una politica per lo storage

Management

Mentre prosegue l’innovazione tecnologica nell’ambito delle componenti hardware, ridefinendo il concetto di archiviazione in una logica di rete, avanza a grandi passi la formulazione di sistemi e soluzioni per gestire in modo efficace l’eterogeneità dei dati aziendali e la loro specifica allocazione.

I dati da archiviare continuano a crescere a ritmi sempre più accelerati, le aziende hanno acquistato e continuano ad acquistare sistemi di storage di vendor diversi: questi due fenomeni hanno aumentato notevolmente la complessità dell’infrastruttura It dedicata allo storage, rendendone sempre più difficile e onerosa la gestione. A questa tendenza si aggiunge il problema dell’adeguamento alle normative internazionali e nazionali che impongono la conservazione dei dati per un certo periodo di tempo, seguendo precise regole per impedirne modifiche successive all’archiviazione, e il loro rapido recupero su richiesta delle autorità. Non ultima la questione del contenimento dei costi dato che, nonostante il prezzo dell’hardware per lo storage sia in costante discesa, il Total Cost of Ownership per lo storage cresce sempre di più. Tutti questi elementi hanno fatto emergere l’importanza di soluzioni di gestione dello storage che non si limitino al passivo monitoraggio dell’utilizzo delle risorse, ma che affianchino questa tradizionale funzionalità alla capacità di prevenire le possibili cause di crisi del sistema e siano in grado di definire procedure automatizzate per gestire in modo efficiente queste risorse. I dati Idc del secondo trimestre 2004 confermano questo sempre maggiore interesse verso soluzioni Srm (Storage Resource Management), infatti a fronte di un mercato generale del software per lo storage di 1,85 miliardi di dollari (con una crescita del 16,9% sullo stesso trimestre del 2003), il software Srm registra una crescita del 30% anno su anno (i software di backup e archiviazione sono a +9,2% e i software per la replicazione dei dati e file system registrano rispettivamente +13,5% e +18,5%). Componenti chiave delle soluzioni Srm Le moderne soluzioni Srm incorporano dunque tecnologie in grado di abilitare una gestione basata su policy che definiscano cosa deve essere archiviato (impedendo, per esempio, l’archiviazione di deter- minati tipi di file come possono essere mp3 o jpg “privati”), su quale supporto devono essere collocati determinati dati, il tempo di vita dei dati stessi, come allocare risorse per una determinata applicazione quando questa ne ha bisogno ecc. La definizione di policy consente, come dicevamo, di automatizzare i processi di archiviazione garantendo l’efficienza dell’intero sistema. Quali sono dunque le componenti chiave di una soluzione Srm? La prima caratteristica fondamentale è la console centrale di gestione. È ormai uno standard, uno strumento basato sulla tecnologia Web per fornire una panoramica centralizzata delle risorse di storage e delle relative metriche per i diversi profili utente. La seconda è il repository dello storage che, oltre a contenere tutte le informazioni sui sistemi fisici di storage (capacità e caratteristiche), includa informazioni sui file archiviati (dimensioni, data di creazione ecc.); il repository deve anche consentire di collegare le informazioni storage relative all’applicazione e all’utente. Una soluzione Srm deve essere naturalmente in grado di gestire la capacità delle diverse risorse e di pianificarne l’utilizzo; a questa funzionalità se ne sta aggiungendo un’altra, definita quota management, che alloca una certa capacità di storage a specifici utenti (in base alle policy aziendali), superata la quale l’utente non ha più spazio a disposizione se non liberando quello già utilizzato. Funzione molto importante è poi quella della gestione delle performance che monitora applicazioni, server, host bus adapter, storage network, array ecc. per verificare che le performance di ogni singolo componente non subiscano alterazioni. Altra caratteristica di una soluzione Srm è la gestione degli eventi che, attraverso la notifica di situazioni di potenziale pericolo, consente di prevenire problemi. È poi importante che una soluzione di questo tipo sia in grado di fornire la reportistica adeguata e questo non significa produrre decine e decine di pagine di report, ma essere in grado di riunire, possibilmente in un’unica schermata, i dati essenziali per l’utente cui sono destinati (il responsabile storage avrà bisogno di dati diversi da quelli che possono servire, per esempio, all’amministratore di rete). Naturalmente la soluzione deve essere in grado di rilevare immediatamente ogni cambiamento nell’ambiente storage ed essere in grado di riportare il sistema alla situazione precedente il cambiamento. Infine la soluzione deve essere in grado di integrarsi con le altre soluzioni di gestione presenti in azienda, da quelle delle applicazioni a quelle dei database, in modo che le prestazioni di tutte le componenti siano ottimizzate.

Autore: ITespresso
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