Unisys: cresce l’attenzione verso l’Rfid

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L’indagine condotta da AberdeenGroup ha coinvolto 250 executive e manager di aziende che operano in diversi settori

Una recente indagine Unisys condotta da AberdeenGroup, che ha visto coinvolti 250 executive e manager di aziende che operano in diversi settori, ha fornito dati secondo i quali l’RFID vivrà un nuovo sviluppo e a beneficiarne sarà l’intero mercato globale. Secondo l’RFID Benchmark Report un numero crescente di imprese è propenso a investire in risorse e servizi per l’identificazione a radio frequenza, delegandoli sempre più frequentemente in outsourcing. La tecnologia RFID è ancora ad uno stadio iniziale ma sembra evolversi verso nuovi interessanti sviluppi. L’indagine rivela che molte imprese non sono soltanto pronte a sperimentare, entro i prossimi dodici mesi, soluzioni RFID innovative, ma si dicono disposte anche a spendere per tecnologie e servizi più del doppio di quanto fatto finora, nonostante si scontrino con il ritardo dei vendo r. Tra le aziende interpellate, infatti, solo una percentuale ridotta (meno del 15%) ritiene di poter contare su un adeguato supporto tecnologico da parte dei vendor. Il mercato globale affronterà sfide e opportunità che andranno ben oltre l’ambito produttivo e della transportation, finora segmenti trainanti dell’RFID. Secondo quanto rivela l’indagine, è già in corso un’ondata di sviluppi tecnici e di processi che favoriranno ulteriormente la crescita del comparto RFID. Dall’indagine inoltre è emerso che: i market maker (20%) sono le realtà più all’avanguardia nel loro settore e sperimentano tecnologie e processi innovativi, pur senza contare su un immediato ritorno degli investimenti; i market opportunist (50%) sono le aziende che definiscono l’allocazione degli investimenti solo a fronte di un chiaro calcolo dei rischi e dei ritorni, associato ad ogni tecnologia o processo; i market laggard (30%): aziende solitamente indifferenti alle innovazioni dell’RFID nel breve periodo, decidono di adottare tecnologie e realizzare progetti solo se già sperimentati e valutati da altre aziende. Secondo le rivelazioni dei manager interpellati, nel prossimo biennio aumenteranno anche gli investimenti per l’adozione di veri e propri network RFID, che si prevede passeranno dal 26% attuale al 46%. Clima positivo anche per il futuro del middelware RFID: Il 40% delle aziende circa è fiduciosa e scommette che le proprie applicazioni enterprise saranno rese RFID-ready, ossia adattate per l’applicazione all’interno di progetti RFID. La percentuale aumenta se si prendono in considerazione solo le piccole e media imprese che, per il 70%, si dicono certe del fatto che i produttori ERP supporteranno l’RFID nell’immediato futuro. Secondo i dati raccolti, è in crescita anche la spesa a favore del procurement di servizi e tecnologia al di fuori dell’azienda. Se il 42% dei market maker ha speso fino ad oggi meno del 10% del budget destinato all’RFID per servizi e tecnologie in outsourcing, oltre il 40% delle aziende ha dichiarato la propria intenzione ad aumentare la voce di spesa fino al 30% nei prossimi dodici mesi. Il 25% dei market laggard, probabilmente costretti per esigenze di mercato a iniziare la fase di implementazione delle tecnologie RFID, prevede di dedicare dall’11% al 20% del budget previsto all’acquisto di servizi di outsourcing. Quasi il 42% degli intervistati ha dichiarato di trovarsi nella fase di implementazione o di studio dell’impiego della tecnologia RFID in applicazioni che vanno oltre il soddisfacimento dei requisiti minimi imposti dai grandi clienti. Infine, secondo gli esperti di Unisys, l’adozione di un progetto RFID necessita di una strategia aziendale di supporto per valutare la posizione della società, identificare il livello aziendale eventualmente interessato dal progetto e, se necessario, collegare il progetto ad altre iniziative IT.

Autore: ITespresso
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