Uno scatto da cerimonia

Management

Religioso o civile, il matrimonio è un genere classico della fotografia. Che richiede esperienza e preparazione tecnica.

Il matrimonio è una di quelle situazioni a cui, come protagonisti o come ospiti, tutti abbiamo almeno una volta partecipato. Se siamo appassionati di fotografia, ci sarà anche capitato di realizzare il servizio per l’amico o il parente, magari con un po’ di patema d’animo. Alla fine della cerimonia e della festa, le foto devono esserci e devono anche essere perfette. Non è possibile commettere errori, perché non è possibile ripetere l’evento. Questa responsabilità, sovente spaventa e fa commettere errori banali, che non avremmo mai pensato di fare. Per questo, prima di un matrimonio, è opportuno organizzare bene il servizio, consultarsi con gli sposi e visitare i luoghi dove si svolgerà la cerimonia. Il lavoro di fotografo non inizia con la ripresa vera e propria, ma molto prima. È necessario fare un sopralluogo per capire quali sono i punti dove è meglio sistemarsi per le inquadrature migliori, e conoscere i punti più suggestivi. È importante anche recarsi sui posti all’ora in cui avverrà il matrimonio. In questo modo sapremo esattamente che tipo di luce ci sarà e la sua direzione. In chiesa come all’interno dei locali del municipio adibiti alle cerimonie, spesso le condizioni di luce sono complesse. Dobbiamo conoscere prima le difficoltà a cui andiamo incontro, per poter provvedere in modo adeguato. Nel caso del matrimonio in chiesa, è fondamentale parlare con il sacerdote che officerà la cerimonia. Lui vede la cosa da un punto di vista completamente diverso dal nostro, e frequentemente sopporta poco l’invadenza dei fotografi. La cortesia e l’attenzione da parte del fotografo è un’arma per ottenere maggiore libertà d’azione. Mettiamoci d’accordo con lui sul momento in cui è possibile fotografare e spieghiamo con calma le nostre esigenze. Questo atteggiamento predisporrà il sacerdote a nostro favore, a tutto vantaggio delle immagini. Spesso ciò che dà più fastidio è il flash. Purtroppo in molte occasioni non è possibile farne a meno, perché molte chiese sono poco illuminate. Possiamo però mostrare la nostra buona volontà, accordandoci con il sacerdote per un uso meno invadente e solo quando è strettamente necessario. Dopo il sopralluogo, è consigliabile realizzare una scaletta di massima delle riprese, in modo da evitare le dimenticanze. Possiamo anche concordare parte delle immagini con gli sposi che potranno così esprimere idee ed esigenze.

Per una situazione così complessa, la reflex è sicuramente la fotocamera ideale. Ma possiamo anche usare una compatta, purché di fascia alta, con zoom ottici abbastanza potenti e con la possibilità di poter intervenire sui diversi parametri: tempi e diaframmi, ma anche sensibilità e bilanciamento del bianco. Per quanto riguarda la reflex, andrà benissimo l’obiettivo in genere venduto a corredo, intorno ai 18-55 mm, a cui bisogna però aggiungere uno zoom con focali tele più elevate: in commercio ci sono ottiche da 55 a 200 mm. Come compatta, vanno benissimo quelle che coprono fino a 190/200 mm. In genere partono da una lunghezza focale di 35 mm, ma sarebbe meglio poter disporre almeno di un 28 mm che permette di realizzare foto d’ambientazione e di eseguire immagini di tipo reportagistico, andando vicino ai soggetti. Nel caso, è possibile acquistare un convertitore che potenzia la focale grandangolare della compatta. Non tutti i modelli dispongono di questi accessori. È inoltre importante che la fotocamera abbia la slitta porta accessori a “contatto caldo”, cioè con i contatti corrispondenti a quelli dei flash, per poter montare un secondo flash. Quello integrato non ha molta potenza ed è in grado di illuminare al massimo entro i 5 metri. Una funzione interessante è anche la modalità chiamata Slow Sinc (sincronizzazione lenta), con la quale otteniamo una corretta esposizione sia del primo piano, grazie al flash, sia di quanto si trova alle spalle, grazie all’esposizione lunga. Per fotografare con maggiore tranquillità, può essere utile l’aiuto di un amico che svolge la mansione di assistente. Per esempio: illuminare in esterni con un pannello riflettente i visi degli sposi, far partire un secondo flash tenuto a distanza, con una servocellula. Il flash a distanza viene fatto partire dalla servocellula comandata dal lampo del flash incorporato sulla fotocamera.Le macchine fotografiche digitali consumano ancora molta energia, anche se rispetto al passato sono stati fatti molti passi in avanti. È necessario portare con sé una buona riserva di batterie cariche, per non rimanere a secco durante la cerimonia. Cerchiamo comunque di risparmiare il più possibile l’energia. Evitando, per esempio, di guardare e riguardare le immagini fatte, o di lasciare il display a cristalli liquidi acceso per tutto il tempo. Per quanto riguarda le schede di memoria, è opportunto averne di capacità elevate. I professionisti in genere lavorano con capacità da 512 Mb o 1 Gb. Pochi usano quelle ancora più capienti, perché in questo modo distribuiscono le immagini su più supporti. Se per caso una scheda si danneggia, si perde parte del servizio e non tutto.

L’articolo continua sulla rivista Fotoidea n.2

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore