Uno storage ottimizzato

Aziende

Difficoltà crescenti per le aziende che devono gestire un sempre maggior numero di informazioni con un limitato budget dedicato alle risorse storage. Il futuro del mercato verso soluzioni semplici e sicure, meglio se a basso prezzo

Non conosce tregua la crescita della quantità di informazioni che le aziende debbono archiviare e gestire, rendendole accessibili in tempi rapidi sia ai propri dipendenti sia ai partner. Secondo un recente sondaggio svolto da Vanson Bourne per conto di Hitachi Data Systems, condotto nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), con il coinvolgimento di oltre 840 Cio e responsabili It di 21 Paesi, nei prossimi due anni ci potrebbe essere una crescita del 30%. Le aziende hanno però difficoltà a gestire il problema, in quanto dispongono di pochi soldi in rapporto alle esigenze. Molti degli intervistati, il 78%, ritiene che l’aumento dei dati sia da imputarsi prevalentemente alla posta elettronica. Nonostante le previsioni, la maggior parte delle aziende non non ne ha tenuto conto al momento della definizione dei bilanci e questo crea grandi difficoltà agli amministratori It. In Italia, molti temono che la crescita di dati possa toccare percentuali anche del 75% nel prossimo biennio, senza che questa voce, così rilevante, sia stata inserita correttamente nel bilancio aziendale. La nostra attenzione è rivolta a due settori ben definiti, i sistemi storage su disco e le soluzioni storage su supporti ottici removibili. Secondo un recente rapporto stilato dalla società di analisi Idc, lo storage su disco esterno è cresciuto nel secondo trimestre dell’anno dell’8,6% a livello mondiale anno su anno, attestandosi su un fatturato di 3,8 miliardi di dollari. Il mercato totale vale invece 5,6 miliardi con un tasso di crescita anno su anno quasi del 10%. Dal punto di vista della capacità offerta, la crescita è ancora più consistente, pari al 59%, ed equivalente a 457 Petabyte. In testa al mercato si colloca Hewlett Packard con un fatturato di 1,3 miliardi di dollari, equivalente al 23,5% di share, in crescita del 13,5%; segue Emc con una quota del 21% e un fatturato di 807 milioni. Ibm è al terzo posto, con una share del 13,8% e un fatturato di 527 milioni. Dell scalza dalla terza posizione Hitachi. Il segmento Nas è sostanzialmente in mano a due sole aziende, Emc e Network Appliance, rispettivamente con il 40% e il 35,2%. Più complessa la situazione nell’ambito dello storage su supporti ottici removibili, ancor più affollata dal punto di vista tecnologico, con una forte tendenza, in futuro, sostengono gli analisti, verso i Dvd Rec, che includono i vari Dvd drive registrabili e riscrivibili e il cui futuro è ancora molto aperto. Non si sa infatti, se la partita sarà vinta dalla tecnologia Hd Dvd o da quella Blu Ray.

L’ampio rapporto stilato da Idc, in relazione al settore dei sistemi storage su disco nei Paesi dell’Europa Occidentale, prende in esame il 2004, cercando di formulare le previsioni fino al 2009. Nel corso del 2004 il settore è cresciuto di poco più il 5%, attestandosi su un fatturato di 6,9 miliardi di dollari, mentre la capacità ha avuto un balzo del 47,5% raggiungendo gli oltre 367 Petabyte. Come abbiamo poi potuto constatare la capacità nel secondo trimestre 2005 si è già attestata ben oltre i 400 Petabyte con una tendenza verso l’alto che non conosce sosta. In termini di unità, lo scorso anno si è registrata una crescita del 7,8%, pari a 638.428. Il mercato, sostengono gli analisti, dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile dal punto di vista del fatturato, con una crescita, nei prossimi cinque anni dello 0,1% anno su anno, arrivando a raggiungere i circa 7 miliardi di dollari. La capacità nello stesso periodo subirà un incremento del 54%. Idc fa distinzione tra il fatturato del settore in dollari e quello in euro. Infatti, se osserviamo le cifre tradotte nella moneta della Comunità Europea, il fatturato è pari a 5,5 miliardi, con una crescita del 4,4%. Tale situazione si riflette anche analizzando i diversi segmenti di mercato. Per esempio, quello dei dischi esterni è cresciuto del 6,8% in dollari, ma scende al 2,9% se traduciamo il valore in euro: 4,48 miliardi di dollari a fronte di 3,6 miliardi in euro. La differenza tra le due valute, da un lato avvantaggia i fornitori d’oltreoceano, dall’altro erode i profitti degli europei, soprattutto di coloro che vendono negli Stati Uniti e hanno costi non in dollari. Negli ultimi tempi l’euro esercita una pressione minore sul dollaro, che risulta meno deprezzato rispetto a prima. Questo per gli analisti non è del tutto vantaggioso per il mercato europeo. Se da una parte infatti aiuta l’andamento dei profitti delle aziende, dall’altra mette in evidenza le difficoltà di molti Paesi del vecchio continente: in particolare, Italia, Germania, Portogallo e Grecia. L’euro più debole, inoltre, è frutto dell’incertezza politica dell’Unione Europea, causata dal voto contrario alla costituzione registrato recentemente in Francia e in Olanda. Idc ritiene che lo storage si stia indirizzando sempre di più verso i sistemi a disco esterni che continueranno a crescere da qui al 2009, fino a interessare il 76% del fatturato complessivo. Crescerà di pari passo anche la capacità dei dischi esterni, che passerà dal 60% del 2004, al 64% previsto per la fine del 2005, all’incremento del 61% e oltre nei prossimi anni. I costi dei sistemi a dischi esterni da tempo si stanno avvicinando a quelli delle soluzioni a dischi interni. Cresce la capacità e diminuiscono i prezzi, due fattori determinanti per la diffusione di un sistema rispetto all’altro. Nel 2004, per esempio, Hp, uno dei m a g g i o r i player, ha accelerato ulteriormente la diminuzione dei propri sistemi esterni. Aziende come Dell e Network Appliance hanno fatto la propria parte abbassando i prezzi per Gbyte. Nel 2004 Hp ha mantenuto la prima posizione nel settore, ma ha perso quote di mercato considerevoli negli ultimi tre trimestri, registrando un fatturato di 1.585 milioni di dollari, in calo del 17% rispetto al medesimo periodo del 2003. Emc, per la prima volta, nel 2004 ha conquistato la prima posizione nell’ambito dei sistemi external raid arrays con una quota di mercato del 21,5%. Complessivamente il settore dei sistemi storage a disco è rappresentato, per il 68% delle vendite, da quattro grandi mercati: Germania, Francia, Regno Unito e Italia. In questi quattro Paesi, solo l’Italia ha avuto un calo. Per Idc, il nostro Paese soffre delle difficoltà economiche interne, che la vedono ufficialmente in recessione. Ancora in crescita risulta essere il segmento del networked storage, su cui stanno puntando la maggior parte delle aziende. Nel 2004 il 69% dei terabyte ha transitato su sistemi San (Storage area network) e Nas (Network attached storage). Mentre sono in calo le vendite di sistemi esterni Das. All’interno dei sistemi di networked, le connessioni iScsi registrano qualche difficoltà a favore del fiber channel San che risulta essere la tecnologia dominante. Rispetto alle previsioni, le connessioni iScsi hanno avuto un risultato decisamente inferiore nel 2004 attestandosi su un valore di 16,2 milioni di dollari. Questo anche a causa di prezzi considerati poco appropriati. Solo Network Appliance ha applicato prezzi considerati ottimali e ciò ha determinato una buona accoglienza da parte del mercato. Nel 2005 le vendite iScsi dovrebbero rimanere limitate, ma si ritiene che possano crescere un po’ grazie alla disponibilità dei sistemi proposti da Emc, Dell e Fujitsu Siemens.

Il primo trimestre 2005 ha avuto un andamento positivo per questo segmento di mercato, secondo Idc, nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Il comparto è trainato soprattutto dalla forte domanda di masterizzatori Dvd nell’area consumer e non solo. Mentre continuano a calare i Cd-Rom, anche se continuano a essere richiesti dal mercato enterprise, più lento nella migrazione verso i nuovi sistemi Dvd-Rom. La forte domanda dei masterizzatori Dvd, soprattutto Dvd Rec, dimostra quanto il mercato stia apprezzando questa tecnologia, la cui crescita attualmente è limitata solo dai suoi costi. A dare una mano al settore sono le vendite dei computer, che continuano a essere sostenute, soprattutto per quanto riguarda i portatili, che stanno incrementando le vendite di sistemi slim. Il primo trimestre 2005 ha registrato un calo del 9% rispetto al trimestre precedente, ma si tratta di una flessione puramente stagionale, e un calo anno su anno di circa il 15%. Questo a causa delle forti perdite di alcune tecnologie, che evidentemente non si traduce automaticamente in un passaggio verso altre. Come già accennato, cresce fortemente il segmento dei Dvd Rec, ma anche i Combo e i Dvd-Rom. I Dvd Rec vanno avanti per la loro strada, distanziando fortemente le altre tecnologie. Attualmente rappresentano il 40% del mercato. Nonostante il forte calo dei sistemi Zip/MO/removibili e i sistemi 5.25in, rispettivamente del del 26 e 21%, la soluzione Iomega Rev sta andando bene, andando a impattare positivamente sull’intero comparto. Osservando le proiezioni degli analisti fino al primo trimestre 2006, si nota l’incredibile corsa dei Dvd Rec, che potrebbero raggiungere gli oltre 11 milioni di pezzi; i Dvd-Rom stanno avendo un andamento altalenante. Dopo un 2004 di forte crescita, il 2005 sta scorrendo tra alti e bassi, seppure con numeri intorno ai 4 milioni. Chiusura in bellezza per l’ultimo trimestre, per poi diminuire nei primi mesi del 2006. Continua invece il calo dei sistemi Cd-Rw e Cd-Rom. I primi soprattutto non hanno più balzi verso l’alto, mentre i Cd-Rom, sostenuti dal segmento enterprise, rimangono sostanziamente stabili.Nel complesso, gli analisti prevedono un buon andamento per tutto il corso del 2005, grazie alla domanda sostenuta dei Pc, con i notebook trascinatori del mercato. Non tutti i portatili però vengono assemblati nell’area Emea, anzi la loro quota continua a scendere. Per questo la crescita delle vendite dei portatili non corrisponde a quella dei drive slim. La tecnologia Dvd Rec avrà un ruolo chiave nell’ambito dei computer destinati a un uso domestico. Grazie alla flessibilità del prezzo di questo segmento, molti produttori potranno essere molto più aggressivi nel guadagnare quote di mercato.

Autore: ITespresso
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