Uragano Privacy: il Grande Fratello ci osserva

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Google Street View e Facebook sono nell’occhio del ciclone Privacy. Il Garante italiano è stato costretto ad avviare un’istruttoria su Google Street View poichè la Google car spiava i Wi-Fi non protetti. La raccolta di dati non ha riguardato solo le immagini panoramiche a 360 gradi, bensì i dati relativi alla presenza di reti Wi-Fi e di apparati di rete radiomobile (compresi e-mail, pezzi di comunicazioni elettroniche trasmesse dagli utenti su reti wireless non protette). Anche Facebook sta affrontando una rivolta degli utenti dopo la modifica della policy privacy: in ballo sono oltre 400 milioni di utenti del sito di social networking. La tutela della riservatezza è la Cenerentola del Web: anche ai prossimi Big Brothers Award Facebook rischia di fare il pieno di nomination. Intanto l’associazione no profit Electronic Frontier Foundation (Eff) lancia l’allarme: ogni utente quando naviga sul Web lascia le sue “impronte digitali

L’ultima settimana è stata una Caporetto della Privacy. Prima abbiamo assistito alla rivolta di una piccola, ma crescente, truppa di utenti contro le nuove policy privacy su Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg, sorpassata la soglia dei 400 milioni di utenti, sta allargando i confini del sito: prima le informazioni degli amici rimanevano confinate su Facebook, ora, dopo gli accordi con Google e Microsoft Bing, stanno scavalcando le frontiere protette del social network per finire nel mare aperto del Web. Visibili a tutti, se gli utenti non leggono e spuntano le opzioni della privacy.

Ma il problema è ormai un altro: il menu di 50 setting con più di 170 opzioni è davvero labirintico, per non parlare della complessità di una policy della privacy che contiene 1200 parole in più rispetto alla Costituzione americana, come ha già osservato, sarcastico, il New York Times. La lettera dei senatori Usa contro Facebook è eloquente dell’aria che tira.

Tre ingegneri statunitensi hanno poi creato OpenBook, per denunciare carenze e lati oscuri, lato privacy, sempre di Facebook. Basta digitare una o più parole, ed ecco i post spediti negli ultimi giorni con le keyword. Messaggi appartenenti al social network, ma che ora tutti possono leggere sul Web: amici, non amici e… nemici. Il sito scava nelle informazioni rese pubbliche da Facebook mediante le applicazioni che aprono la comunità al resto di Internet. Una gaffe clamorosa.

Ma non finisce qui. Google Street View ha ammesso una gaffe imperdonabile nella privacy: Google Street View spiava il Wi-Fi. Il Garante Privacy italiano, allarmato, scrive in una nota: “Con particolare riferimento a tutti i dati eventualmente “captati” dalle “Google cars”, la società dovrà comunicare al Garante la data di  inizio della raccolta delle informazioni, per quali finalità e con quali modalità essa è stata realizzata, per quanto tempo e in quali banche dati queste informazioni sono conservate. Google dovrà chiarire, inoltre, l’eventuale impiego di apparecchiature o software ‘ad hoc’ per la raccolta di dati sulle reti WiFi e sugli apparati di telefonia mobile. La società dovrà comunicare, infine, se i dati raccolti siano accessibili a terzi e con quali modalità, o se siano stati ceduti“.

Eff intanto scopre che tutti siamo tracciati online: le nostre impronte o Dna digitale girano impunemente sul Web, e sono a portata di malintenzionati.

Ma nella provincialissima Italia non si parla che del giro di vite alle intercettazioni: mentre ormai il Panopticon in Rete gira a pieno regime e Internet è un colabrodo della Privacy, c’è chi cerca di fermare gli ultimi brandelli (telefonici) della riservatezza perduta. La Privacy è la Cenerentola del Web e nessuno sembra poter arrestare questa deriva. Neanche un provinciale, e anacronistico, Ddl anti intercettazioni: le maxi condanne per editori e giornalisti, fanno un baffo al Web. Ormai i panni sporchi si sciacquano su Internet e sul social networking. Chi aveva recitato il requiem della Privacy, come Mark Zuckerberg di Facebook (già recidivo nella violazione della privacy), aveva colto nel segno. Chi potrà rimediare all’ultima Caporetto della riservatezza?

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